E AD AVEZZANO IL COMMISSARIO AL COMUNE STANZIA 3000 EURO PER OGNI IMPRESA

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L’ESEMPIO E’ CITATO TRA QUELLI CHE POTREBBERO FAR RIPARTIRE L’ECONOMIA

21 MAGGIO 2020 – Della inadeguatezza della struttura comunale a reggere il peso della auspicabile ripresa del dopo Covid si dice preoccupato il Pd cittadino: “Ci risulta, infatti, che l’Ufficio Tecnico sia rimasto ormai sguarnito di personale (a proposito di riordino della macchina burocratica) per cui di fronte ad una possibile auspicata richiesta di pratiche da smaltire per usufruire dei bonus previsti nell’edilizia, si corre il rischio di non potersene servire con danni facilmente immaginabili per gli interessati e per quel comparto dell’economia che normalmente fa da traino.A settembre/Ottobre, auspicabilmente, si potrebbe tornare a frequentare quelle aule scolastiche che già prima del virus mancavano. A parte il caso del Liceo – diventato ormai pari ai segreti di Fatima per la impenetrabilità del suo stato dell’arte – a che punto siamo per tutte le altre opere riguardanti la messa in sicurezza degli edifici scolastici?La proiezione di una città medievale a vocazione spiccatamente turistico-ambientale non può ormai più prescindere da un piano di riordino del Centro Storico. In proposito esistono studi di realizzazione, praticamente a costo zero, che attendono solo di essere sperimentati. A margine ed in stretto collegamento con questo modello di sviluppo possibile, si lanci un “concorso di idee” tra i professionisti della città per un completamento del progetto con la prospettiva di una vera e propria “rivoluzione” che veda nel Centro Storico e nelle attività produttive tutte il fulcro di una duratura rinascita”

Il Pd prende ad esempio quello che si è fatto ad Avezzano e per iniziativa di un commissario prefettizio: “D’altronde basterebbe copiare: il Commissario di Avezzano – solo per citare un esempio – ha stanziato 3.000,00 € per ogni attività commerciale istituendo un tesoretto a favore delle predette attività. Perché l’Amministrazione di Sulmona no?Il tempo del “tirare a campare” con la promessa di posti di lavoro da estrarre come conigli dal cilindro dei soliti maghi – amministratori di qualche “partecipata” – è finito da un pezzo, e questa crisi non ha fatto altro che evidenziarlo drammaticamente”.

L’esempio citato dal Pd viene a smascherare lo spauracchio di una gestione commissariale, che ha fatto prorogare oltre ogni tollerabilità l’attuale gestione del Comune: sono stati cambiati oltre dieci assessori nel giro di tre anni pur di “evitare il commissariamento” che secondo alcuni sarebbe la disfatta della politica. Sarebbe solo la disfatta di un certo modo di fare politica e, dunque, è tutto da dimostrare il danno che ne riceverebbe la collettività. Ora è dimostrato che un commissario riesce ad intervenire con tempismo e con dovizia di mezzi laddove una sindaca non sa neanche dove mettere le mani e chiama a raccolta gli esercenti ai quali dovrebbe offrire una soluzione più che chiedere soluzioni. Inondare la città di ordinanze e di promesse, chiedere l’intervento dell’esercito, sostenere di non poter chiudere una clinica privata quando la legge conferisce perfettamente questo potere tratteggia bene l’immagine ed i contorni di una amministratrice forse molto reattiva, ma dalla scarsa familiarità con le procedure dell’amministrazione. Messa così, la questione sulla preferibilità di una gestione sindacale rispetto ad una commissariale si risolve nella scelta tra una sconcertante immobilismo ed una apprezzabile operatività.

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