DOPO IL NAPOLI CARUSO PUNTA DRITTO ALLA MAGLIA ROSA

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VIBRATA PROTESTA PER IL MANCATO INVITO ALLA TAPPA DEL GIRO D’ITALIA A ROCCARASO _ “LA PROSSIMA VOLTA LE STRADE AGGIUSTATEVELE VOI”RESPINTA ANCHE L’IPOTESI DEL BACIO AL PRIMO ARRIVATO

11 OTTOBRE 2020 – Il Presidente della Provincia e sindaco di Castel di Sangro, Angelo Caruso (primo a destra nella foto sul ponte del Giovenco), ha espresso il suo vibrante dissenso per non essere stato invitato alla tappa del Giro d’Italia oggi a Roccaraso. Escluso che si aspettasse di essere invitato come concorrente, si sarebbe accontentato di svolgere il ruolo di mascotte, che tanta fortuna ha portato a chi, dal 1909, ha abbinato il suo profilo a quello della gara più popolare d’Italia. Se proprio neppure da mascotte poteva passare, l’importante per lui era apparire e, con una diversa maturazione del concetto di parità di genere, avrebbe potuto elargire un bacio al primo arrivato e per questo pare si fosse munito anche di un mazzo di fiori.

Dalle telecamere, come gli ha insegnato la recente esperienza con il Napoli di De Laurentiis, c’è solo da guadagnare voti e così, anche con pochi secondi sul palco sebbene sotto la pioggia e con la fretta che il freddo autunnale può dettare sui convenevoli, poteva tentare una scalata al Consiglio regionale. Se poi avesse potuto baciare uno dei due fratelli Nibali, chissà che non gli sarebbe tutto tornato utile per il seggio in Parlamento, a Roma o a Bruxelles, in modo che tra trenta o quaranta anni qualcuno, sfogliando la galleria di foto delle tappe, avrebbe potuto chiedere: “Ma chi è quello in tenuta da ciclista accanto ad Angelo Caruso?

Il bacio al vincitore di una tappa

Pienamente giustificati, quindi, i toni della protesta: “La deplorevole condotta rappresenta un’inaccettabile (speriamo che l’apostrofo sia sfuggito a Reteabruzzo che riporta la vibrata protesta, perché, detta così, è davvero inaccettabile; n.d.r.) disprezzo di un’istituzione che ha da sempre collaborato per la riuscita dei vostri tradizionali eventi, spiegando mezzi, uomini e considerevoli risorse per restituire al meglio le strade oggetto del percorso e dell’arrivo della  tappa”.

Capita l’antifona? La Provincia aggiusta le strade per il Giro e il Giro non invita il presidente della Provincia. Ma le strade, e non solo il ponte sul Giovenco, Caruso non le deve tenere in condizioni accettabili per chi le usa tutti i giorni? E il rispetto per il Presidente della Provincia è dovuto in quanto carica istituzionale o in quanto cantoniere?