DOPO 700 ANNI L’ABRUZZO SFRATTA DANTE ALIGHIERI

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SERRATA DA LUCCHETTO E CATENA LA CASA DELL’ALIGHIERI A TORRE DE’ PASSERI

3 APRILE 2021 – Nel giorno che segnava il 700° anniversario della sua morte, Dante Alighieri non aveva una residenza in Abruzzo, chiusa e serrata da una voluminosa catena che, a giudicare dalla ruggine, sta lì da diversi anni, cioè da quando la Regione ha finito di elargire cospicui finanziamenti per restaurate il palazzetto dove sono state ospitate mostre anche di pregio.  

La “Casa di Dante in Abruzzo” si presentava così a chi avesse voluto consultare almeno i cataloghi di quelle mostre o i volumi che i coniugi Gizzi hanno collezionato; o solo per riprendere il fantasmagorico stemma che troneggia dalla volta dell’ingresso con tutti i quarti di nobiltà della famiglia Mazara, proprietaria fino agli anni Ottanta del delizioso castelletto di Torre de’ Passeri ben visibile dall’autostrada e dalla centrale di produzione elettrica, ultimo lascito dei diritti di privativa che conservavano ai privati l’uso delle risorse dei feudi. Uno stemma dai molti colori che non si trova neppure nel palazzo di famiglia al centro di Sulmona, da dove si estendeva pacifica la “potestas” insieme a quella di un circondario di tribunale forte, esteso a Torre de’ Passeri prima della costituzione della provincia di Pescara. Tutto oggi molto lontano da Firenze e dalla Romagna dove l’Alighieri fu colto da malaria; molto lontano, come scriveva Boccaccio per indicare i limiti del mondo: “più là che Abruzzi”.