DITA PER TUTTI I GUSTI NELLA POLEMICA POLITICA

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DALL’INDICE PUNTATO VERSO LA LUNA A QUELLO ACCUSATORE DEL PD AL NUMERO DEI LEGITTIMI RAPPRESENTANTI DEM – E’ L’EPOCA DELLE CAMPAGNE ELETTORALI DIGITALI

5 NOVEMBRE 2020 – Si estende la polemica tra i cosiddetti “civici” e il Partito Democratico, che aveva risposto ad una esternazione dell’ex assessore regionale Andrea Gerosolimo (appunto dei “civici”) cantandole a “portaborse”, “componenti dello staff” “parenti”, “fraterni amici” e “figli di fraterni amici” di costui, assessori apparentemente “volontari”, nel senso che vanno a raccogliere rami e foglie secche, ma sono oggetto di contesa gravemente radicata tra una società partecipata dal Comune e l’Ersi.

Prima di riportare le linee caratteristiche dei comunicati che ci sono stati recapitati, diamo un “Personaggi e interpreti”, che si premette sempre a drammi, commedie, tragedie. A miglior comprensione del lettore.

Assessore 35 delibere = Andrea Gerosolimo, perché in tutto il suo mandato alla Regione ha prodotto complessivamente 35 delibere a fronte delle centinaia dei suoi colleghi.

Volontario Zavarella = è il sedicesimo assessore nominato dalla sindaca per sostituire il sostituto del sostituto del primo nominato ed è colui che, pur svolgendo volontariato e quindi dedicando tempo alla pulizia dei luoghi pubblici, ha ottenuto una progressione di livello verticale, diventando “quadro” senza concorso. Da qui i rilievi dell’Ersi.

Soci, colleghi, parenti, amici, figli e figlie di amici = corte dei miracoli di tutti quelli che costituiscono la rete, benificiari di incarichi dalle… complesse linee di selezione. Vi ha fatto riferimento la settimana scorsa anche “Fratelli d’Italia”, quindi è una denuncia come si dice adesso “bipartisan”, che dà la connotazione di tragedia, il de profundiis della politica. Il PD ha annunciato che farà anche i nomi. Ma non è fuori luogo auspicare che li faccia prima la Procura della Repubblica; di Sulmona, prima che debba intervenire quella distrettuale antimafia dell’Aquila. E perchè no, quella di Campobasso.

E veniamo ai comunicati nell’ordine.

Quello del Pd in risposta a Gerosolimo, che aveva annunciato di uscire dalla politica per fare il vice-presidente della Ovidiana Calcio e continua a fare politica da facebook e forse non solo:

“Fa sempre piacere una risata, soprattutto di questi tempi – esordisce il PD – Dunque, secondo l’ex assessore 35 delibere in cinque anni e quasi 700 mila euro di indennità pubbliche, il PD si occuperebbe stoltamente di lui, cioè del dito, anziché occuparsi della luna, dove luna starebbe per pandemia, sanità al collasso e commercio in ginocchio.

Ricordiamo all’ex assessore 35 delibere che in Regione, a declassificare l’ospedale peligno con il plauso della sua prima cittadina, è stato seduto lui, e non questa dirigenza del Pd. Ricordiamo ancora che oggi, uscito lui, in Regione è entrata la moglie. A proposito di sanità regionale collassata.

E ricordiamo anche, per parlare di attività in ginocchio, e non solo di quelle commerciali ma anche professionali, artigianali e con capitale pubblico, di quali e quanti portaborse, soci, colleghi, parenti, amici, figli e figlie di amici, si sia egli avvalso proprio per mettere la sua firma nello sfacelo che la città di Sulmona e l’intera Valle Peligna stanno vivendo.

Ad iniziare dalla sindaca: prima di essere messa a Palazzo San Francesco a devastare una città era stata assunta nel suo staff in Regione.

Stesso excursus per il “volontario” Zavarella, precedentemente suo portaborse in Regione, messo prima a presiedere il Consorzio e poi in giunta al Comune.

Lugi di Loreto, già collega di studio, assunto sempre in Regione durante il suo assessorato, scelto per dirigere la Saca.

Conosciamo i risultati.

Al Cogesa l’avv. Margiotta, “amico fraterno che gode della mia più assoluta stima e fiducia” (affermazione del 5 agosto 2020), al quale però, dopo le disavventure giudiziarie, non ha più espresso né fratellanza né stima né fiducia. Forse perché ha sospeso 9 graduatorie già approvate e 5 concorsi dove, tra gli altri, risultavano in graduatoria proprio alcuni suoi colleghi di studio, fraterni amici e figli di fraterni amici ???

Il socio dell’ex assessore in una società operante nel settore degli investimenti immobiliari è stato selezionato, unitamente alla moglie, per delle consulenze alle società partecipate: lui al Consorzio e la moglie alla Saca.

E come dimenticare l’assessore comunale, ovviamente amico fraterno anch’egli dell’ex, la cui moglie venne assunta in una cooperativa che lavora per il Comune? 

E questo è solo un acconto del racconto! Può bastare? 

Quindi questo Circolo non guarda il dito, ma si appassiona sempre più a verificare giorno per giorno fin dove la congrega di portaborse, soci, colleghi, parenti, amici e figli e figlie degli amici si sia espansa, confidando nell’omertà e nell’impunità.

E più l’ex assessore si risentirà, strappandoci anche una risata con le sue candide affermazioni, più noi ci appassioneremo nell’approfondire i retroscena della sua fervida “attività politica”.”

Insomma, se un dito indica la luna, un altro dito può finire nell’occhio di chi indica, se seguita ad indicare senza guardarsi attorno e soprattutto se si diverte a stuzzicare la cicala PD. Mentre si cura l’ematoma, l’ex assessore Gerosolimo ottiene il soccorso della sindaca, che esordisce proprio con la parabola delle dita: stanno in una mano e quindi sono poche, ma in effetti deve convenire che ne basta uno per fare guai grossi se invece di indicare la luna centra alla perfezione un’orbita:

“Non rispondo al Pd, partito che rispetto, ma a quei pochi che si contano sulle dita di una mano e che oggi a Sulmona dicono di rappresentarlo. 
Come è noto, non ho mai fatto politica prima del 2016 e fino a quella data ho sempre rivendicato la mia autonomia rispetto ai partiti da imprenditrice sociale (fondatrice e presidente della Cooperativa Horizon Service tuttora operante, fondatrice e amministratrice società Lynx Srl agenzia per lo sviluppo territoriale, docente in vari corsi di formazione e progettista per finanziamenti pubblici, coordinatrice  progetto europeo, tanto per citare alcune tappe professionali) sempre a supporto delle istituzioni, ne è prova il mio curriculum che taluni pseudoleader locali del Pd dovrebbero leggere prima di insistere, con spudoratezza ed ignoranza, a denigrare istituzioni e persone. Dovrebbero piuttosto occuparsi di difendere la città e questo territorio anche attraverso i loro rappresentanti regionali e nazionali, peraltro forza di Governo, e farsi promotori di proposte costruttive e di coesione locale, visto il momento drammatico che si sta attraversando, invece di mirare ad inciuci elettorali per compattare solo forze “contras”.
Ricordo che sono stata eletta sindaco con circa 6500 voti e con il sostegno di diverse liste composte da bravi ed onesti candidati e che sto completando con mille difficoltà la consiliatura  dopo 20 anni circa di amministrazioni “sfiduciate”, cui ha fatto parte anche qualcuno che ora vergognosamente punta l’indice accusatore illudendosi di raggranellare qualche consenso nelle prossime elezioni. 
L’Amministrazione che ho l’onore e l’onere di guidare, vista la grave situazione del nostro territorio, ha invece ben altro da fare che occuparsi di una campagna elettorale in cui comunque ci sarà occasione per fare chiarezza sul nostro operato al servizio della città. E sarà anche l’occasione per gli esponenti del Pd locale di presentarsi agli elettori per rendere conto del loro operato quando hanno rivestito nel recente passato importanti incarichi istituzionali ricoprendo i quali non mi sembra abbiano brillato e conseguito risultati da ricordare a beneficio della città. D’altronde una politica fatta a colpi di illazioni e velini sparsi ovunque sono convinta amaramente che non potrà mai produrrà nulla di utile per la comunità cittadina e l’intero territorio Peligno”.

Tempo di estrarre il dito dall’occhio di Gerosolimo che il Pd punta il dito accusatore contro la stessa Casini:

“Comprendiamo l’amaro sfogo della Casini in procinto di essere sostituita dal suo stesso “inventore” alle prossime elezioni, ma riteniamo sia fuori tempo e fuori tema.

Il PD difatti non si è mai interessato del suo curriculum “imprenditoriale”, ma ha semplicemente ricordato che fu scelta come candidata sindaco, al pari di altri che abbiamo nominato, tra gli allora collaboratori, staffisti e portaborse dell’ex assessore regionale 35 delibere.

Tanto ciò è vero che nel suo sproloquio non lo nega.

Per quanto riguarda il PD, invece, partito che sostiene di rispettare diversamente da quelli che “dicono” di rappresentarlo, facciamo presente alla sindaca che nel circolo sono presenti componenti della segreteria regionale, dell’assemblea provinciale, dell’assemblea regionale, responsabili di forum regionali e componenti di forum nazionali. Quindi non dicono di rappresentarlo, ma di fatto lo rappresentano in quanto dirigenti del Pd ai più alti livelli. 

Ma anche questo comprendiamo: non avendo la sindaca esperienza non solo amministrativa ma neppure di partito, forse non riesce a afferrare questi aspetti.

E comprendiamo anche che preferiva il PD di Di Masci su cui ha potuto contare per mantenere in piedi un triste spettacolo, non senza affidare incarichi alla società del figlio come recentemente accertato anche dal Tribunale di Sulmona, ma questo è.

Stia serena sindaca, ci presenteremo e ci confronteremo magari in televisione, da dove lei non potrà scappare come ha fatto finora rispetto alle domande poste da noi e non solo da noi sui finanziamenti persi, sulle infiltrazioni della criminalità, sui buchi alle partecipate, sulla moglie dell’assessore assunta “a sua insaputa”, e su tanto altro ancora.

Noi ci presenteremo e lavoreremo sodo, come stiamo facendo ora senza interessi privati e senza indennità, per restituire alla città la dignità che merita, al di là del fatto che lei sia in grado o meno di rendersene conto tormentata com’è del suo isolamento sia sotto il profilo politico che istituzionale”.

Sarà sicuramente una campagna elettorale in linea con i tempi: digitale.