DI MASCI PIU’ ISOLATO DEL CORONA VIRUS ALLO SPALLANZANI

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4 FEBBRAIO 2020 – Non ci voleva molto intuito ad anticipare che la crisi al Comune si sarebbe risolta come (non) si risolvono le conversazioni tra innamorati al telefono, con l’invito reciproco ad attaccare per primo; in questo caso a staccare la spina. E infatti le cronache di oggi narrano di una perfetta parità (8 contro 8) tra coloro che vorrebbero scrivere la parola “fine” su questa amministrazione e coloro che non vogliono perché preferiscono un ultimo contatto con la sindaca, oppure vogliono respingere a tutti i costi il fantasma del commissariamento, che tanto spettrale poi non deve essere (considerato il quadriennio in vista di completamento, con un ricambio di assessori che neanche nel basket).

Di Masci, che aveva trionfalmente annunciato la caduta della giunta perché lui faceva mancare l’appoggio, è rimasto di stucco per l’iniziativa dei suoi fidi, disposti a tentare il contatto con la sindaca. Ed è rimasto politicamente isolato peggio del coronavirus allo Spallanzani. Purtroppo, senza andare alle elezioni e senza il commissariamento, la città subirà un altro anno di agonia in vista delle elezioni di fine quinquennio nella primavera prossima. Ora è da vedere quali saranno gli assessori che la sindaca nominerà al posto di quelli che si sono dimessi prima dell’isolamento; ma, come nel poker, non vale la pena di puntare nemmeno per un “vedo”, perché dopo un mese potrebbero essere sostituiti e non è detto che seguiranno neppure la processione del Venerdì Santo, pur se non riusciranno a battere il record di Raffaele Giannantonio, accompagnato alla porta dopo appena tre giorni.

Ma è questo il massimo di suspense che il convento passa oggi.