COSTA: “AGEVOLAZIONI FISCALI AL 95% PER COMBATTERE IL CO2”

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Il Ministro Sergio Costa

IL MINISTRO DELL’AMBIENTE INCONTRA IL PARCO NAZIONALE NEL PRIMO GIORNO DI PRESIDENZA DI CANNATA

15 OTTOBRE 2019 – Il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha visitato per primo il Parco Nazionale d’Abruzzo, Molise e Lazio, per inaugurare una linea di condotta che lo porterà a incontrare tutti i presidenti ed i manager di queste primarie istituzioni per la tutela della natura. Ha partecipato ieri all’insediamento del neo Presidente Giovanni Cannata ed ha ringraziato per la splendida accoglienza. Costa si è detto contento di trovare nelle tre regioni una piena sintonia, senza nessuna forzatura, sulla scelta di Cannata, in quanto il professore esprime un alto livello. A proposito delle lungaggini burocratiche cui sono sottoposti i Piani, chiede ai presenti di farsi portatori di proposte per velocizzare le procedure, pur mantenendo le giuste garanzie. Il ministro ha rassicurato i sindaci che troveranno un Ministero sempre disponibile ad ascoltare le loro istanze e valutarle insieme con il Ministro face to face. Costa è napoletano di famiglia antica, ha studiato dai gesuiti di Napoli, ma ha un bisavo proveniente dalla Marsica, per cui si sente affettivamente legato all’Abruzzo. Non nasce come politico, perché fino a 17 mesi fa vestiva l’uniforme di Carabiniere Forestale, ma ritiene che la politica sia impegno, passione, competenza e soprattutto “visione” del cammino su cui si portano le persone. Crede profondamente nell’ “Italia paese Parco” che non vuol dire vincolare una nazione, ma concepire e diffondere l’ecosviluppo sostenibile. In questa direzione quest’anno ha assegnato a tutti Parchi nazionali 85 milioni di euro per attività complessive sul clima. Anche nei prossimi anni, se sarà ancora Ministro, canalizzerà verso i Parchi un importo, perfino superiore, affinché i Parchi possano davvero costituire un valore aggiunto dal punto di vista etico e cita Benedetto Croce. Oggi il Ministro sta negoziando con il Consiglio dei Ministri per riconoscere ai Parchi in questa stessa legge di stabilità delle fiscalità di vantaggio (servizi ecosistemici) proprio per i servizi che questi territori rendono all’Italia. Ciò significa che per abbassare l’emissione di CO2 si potranno fare delle ristrutturazioni nelle case avendo non solo il 65% ma il 95% di agevolazione. E anche chi vorrà aprire o mantenere un’azienda “green bio” sarà aiutato, al fine di contrastare la desertificazione di territori della montagna e delle aree interne. Il pagamento di tali servizi ecosistemici sarà consentito dalle “aste verdi” (chi iniqua paga e gli introiti andranno a chi adotta la strategia della mitigazione della CO2). “Su questi temi occorre lavorare e lavorare insieme: quando ci si confronta sui problemi concreti, si superano pregiudizi ideologici e disunioni di colori e di appartenenza”.

L’incontro di ieri si era aperto con l’intervento del nuovo Direttore del Parco, Luciano Sammarone, che ha salutato il Ministro, il Comandante dei Carabinieri, i parlamentari presenti (Berardini, Di Girolamo), il presidente della Regione Abruzzo Marsilio, il Consigliere Nola della Regione Molise, la stampa, i dipendenti del Parco, il presidente della Provincia dell’Aquila, il prof Cannata, nuovo presidente del PNALM, Il Consiglio Direttivo del Parco, la Comunità del Parco, il Presidente Revisore dei Conti. Comunica di provare emozione, ma un grande orgoglio nell’essere direttore del Parco storico unito ad un forte senso di responsabilità. L’idea del Parco che Sammarone vorrebbe parte dalla consapevolezza dell’importanza della conservazione delle risorse naturali (questo è il Parco dell’orso) e del paesaggio da coniugare con lo sviluppo sostenibile. “Dare valore all’immenso patrimonio che abbiamo, è compito, impegno e dedizione di tutti. Questo è un Parco di tre versanti con delicati equilibri che occorre rispettare, ma valorizzarne le specificità”

Il Sindaco di Pescasseroli, Luigi La Cesa, ricordando che fra poco il Parco festeggerà il centenario, ha sottolineato come la cittadina è orgogliosa che sia stato proprio un cittadino di Pescasseroli ad averlo istituito: Erminio Sipari che, con lo stesso Benedetto Croce aveva previsto per Pescasseroli un futuro di valorizzazione delle risorse naturali e di sviluppo turistico che oggi è una realtà. Raccomanda al Presidente del Parco di non deludere le comunità locali. Infatti la risoluzione dei problemi (come è avvenuto per il depuratore a Pescasseroli) deve passare attraverso un lavoro di squadra fra Parco e paesi.

Antonio Di Santo, presidente della Comunità del Parco ha tenuto a sottolineare che “è un grande onore avere il Ministro a Pescasseroli”. Ha citato, poi, la relazione Sipari nella quale la conservazione delle risorse naturali si è unita allo sviluppo economico e dal territorio armentizio del passato oggi si vive in un territorio a prevalente vocazione turistica. Il Parco è costituito da tre regioni, tre province ad eterogeneità spiccata ma questa diversità è il suo punto di forza. C’è un grande lavoro di squadra con le comunità locali per trasformare i circoli viziosi in circoli virtuosi. Il Parco, con tutti suoi organi e i dipendenti, lavora per trovare soluzioni ai problemi: così come con il protocollo degli orsi confidenti; così come con il rimborso agli allevatori per i danni da fauna selvatica (e attualmente si sta trattando il problema dei danni fuori del Parco). Un anno fa l’Unesco ha riconosciuto come patrimonio dell’umanità ben cinque faggete vetuste. Anche i debiti fuori bilancio contratti nel passato sono stati messi a posto e la speranza è che la stagione dei conflitti con i Comuni appartenga solo al passato. E poi, venendo alla tutela dell’orso, mentre le nascite degli anni addietro avevano un andamento spezzato (da 10unità a 5 unità all’anno) oggi la linea è costante e questo fa promettere bene per la sopravvivenza dell’orso marsicano. Grazie alla Carta Europea del Turismo Sostenibile, molti siti, di pertinenza nel passato esclusivamente del Parco, sono stati affidati alle cooperative e associazioni locali, che assicurano un diffuso presidio del territorio Complessivamente, il Presidente della Comunità del Parco dà un giudizio positivo di quanto si sta facendo e ripone molte speranze sul fatto che questo lavoro trovi un riscontro nel Parlamento, altrimenti nei prossimi anni si assisterà ad un fortissimo deficit di capitale umano in tutti i paesi del Parco.

Il Governatore della Regione Abruzzo Marco Marsilio ha espresso la sua piena soddisfazione per la nomina di Cannata, persona da un curriculum molto robusto sul piano scientifico e in particolare sui problemi della montagna, dell’agricoltura, delle aree interne. E anche con il Direttore, profondo conoscitore del territorio, viene assicurata al PNALM una governance di grande qualità. Riprende la preoccupazione giù espressa da Di Santo, affermando che chi sceglie di vivere e restare in montagna deve essere aiutato a farlo compensandone i disagi, al fine di rendere la popolazione delle aree interne altrettanto competitiva rispetto alla popolazione che gode dei servizi essenziali e sarebbe opportuno che questa agevolazione venga già a partire dalla manovra finanziaria in corso.

Il Prof. Giovanni Cannata, dopo aver ringraziato il Ministro, i presidenti delle tre Regioni e le Commissioni parlamentari per averlo indicato alla presidenza, ha sottolineato la propria convinzione su tre cose: che chi ricopre un ruolo nelle istituzioni non debba buttare all’aria quello che è stato costruito da chi lo ha preceduto e che “quindi occorre ripartire da ciò che si è consolidato; che è necessario avere una visione complessiva del presente; che è altrettanto necessario muovere i propri passi con una prospettiva del futuro”

Cannata intende trasformare i vincoli in opportunità facendo perno su uno sviluppo sostenibile del territorio che unisca la dimensione ambientale a quella delle economie locali. I Parchi rappresentano dei cantieri o laboratori visibili di uno sviluppo sostenibile che coniughi con intelligenza conservazione ed economia, comunicazione all’esterno e relazioni interne. Ma queste enunciazioni di principio occorre tradurle, entro un determinato tempo, in pratiche concrete, che tuttavia aprano agli scenari futuri. Occorre lavorare per il presente delle popolazioni, ma anche per chi dovrà scegliere domani di restare nel territorio, cioè i bambini di adesso. L’Italia non si salva se questi territori di aree interne, montane, rurali non si salvano: si pensi alla città di Roma che non potrebbe sopravvivere se le montagne non le assicurano l’acqua di sorgente. Il Presidente, che in mattinata ha lavorato ad un’agenda con i capi servizio dell’Ente, conta sulla collaborazione fattiva del personale. La comunicazione e trasparenza all’interno del territorio e all’esterno del territorio è fondamentale. Il Presidente tiene molto all’ascolto diretto dei tre versanti del Parco e al coinvolgimento della cittadinanza attiva. Rivolgendosi poi al Ministro e al Governatore per il momento non batte cassa, ma chiede di chiudere… dopo dieci anni di attesa, l’approvazione dei Piani.  Sostiene che il Parco è una realtà locale, ma non può essere localistica, deve saper guardare lontano e andarsi a cercare le risorse anche in Europa, valorizzando le risorse disponibili nel territorio e trasferendo i risultati della ricerca scientifica nelle pratiche quotidiane. Volendo sintetizzare le parole d’ordine del proprio mandato, che saranno presto tradotte in un documento programmatorio apposito, sono: valorizzare il passato, curare il presente, progettare il futuro.

NELLA FOTO DEL TITOLO UN CASOLARE DI VILLETTA BARREA ADIBITO A B&B

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