COSTA: “ADESSO ESEGUIREMO LA DECISIONE DEI GIUDICI CONTRO L’EDISON PER LA BONIFICA DI BUSSI”

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E IL MINISTRO DELL’AMBIENTE RIVOLGE UN PENSIERO A GUIDO CONTI “GRANDE INVESTIGATORE FIGLIO DELL’ABRUZZO”

8 APRILE 2020 – Non usa mezzi termini il Ministro per l’Ambiente, Sergio Costa, all’indomani della decisione ultima e irrevocabile sulla bonifica di Bussi, che ha visto il suo dicastero opposto alla “Edison”: “La sentenza del Consiglio di Stato è inappellabile e mette la parola fine sulla ricerca della responsabilità di uno dei disastri ambientali più gravi d’Italia. La discarica dei veleni di Bussi è un buco nero nel cuore dell’Abruzzo e di tutto il Paese. Edison proceda immediatamente con le bonifiche. Non può sottrarsi alle sue responsabilità”.

E c’è da ritenere che Sergio Costa, generale del Corpo Forestale fino alla unificazione nell’Arma dei Carabinieri, come Guido Conti che condusse le indagini sulla discarica più grande d’Europa, non lascerà passare un minuto prima di passare all’esecuzione del titolo costituito dalle parole dei giudici amministrativi.

Il gen. Guido Conti al Gran Caffè in Piazza XX Settembre

Proprio alla memoria di Guido Conti sono rivolte le prime parole che il Ministro spende nel commentare la decisione proveniente da Palazzo Spada:” Una sentenza che onora la memoria del generale Guido Conti a cui tutti noi dobbiamo dire grazie. Mio amico dai tempi dell’università – ricorda il ministro Costa che già aveva sottolineato l’impegno del sulmonese nella vicenda di Bussi – Conti è stato figlio dell’Abruzzo, un grande investigatore: dobbiamo a lui le indagini che hanno messo in luce l’avvelenamento del suolo e delle falde”. Parole che fanno giustizia anche delle cialtronate di chi si è improvvisato studioso per spargere fango sul contenuto scientifico delle ricerche e degli approdi svolti in questi tredici anni: per lo più gente dai torbidi interessi che anche di recente imperversa sui “social” e che, alla luce di questo epilogo del processo amministrativo (più esplicito del “decisum” scaturito dallo stentato iter penale ricco di ritardi e di passi falsi), sarà denunciata alla magistratura anche dal “Vaschione”. Del resto, proprio Guido Conti ci raccontò che questi squallidi servi del negazionismo di Bussi erano “attenzionati” (fu proprio questo l’efficace termine usato dal generale in una delle conversazioni in Piazza XX Settembre) dalla Procura di Pescara per le fregnacce che scrivevano, realizzando la previsione di Umberto Eco circa la possibilità che internet ha dato ai cretini di esprimersi a tutto campo.

Nell’esame della controversia, i giudici dell’appello proposto dall’Edison hanno sottolineato che le opere di bonifica non possono essere dissociate dal soggetto che è succeduto nelle posizioni giuridiche dell’industria inquinante e che una bonifica realizzata a cura della collettività non rispetterebbe il principio che, in materia di risarcimento dei danni in forma specifica, riconduce tutto l’onere in capo all’agente. Tra l’altro, altra importante riaffermazione contenuta nella sentenza riguarda la collocazione della tutela dell’ambiente come principio di valore costituzionale

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