CONTE HA MESSO IL PALLONE SUL DISCHETTO, DI GIROLAMO NON PUO’ FALLIRE IL RIGORE

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LA SENATRICE PARLA DI TEMPI RAGIONEVOLI PER LA ROMA-PESCARA (ALTRO CHE I 90 MINUTI…) E DEI MODI DI INTERVENIRE SU TUTTA LA LINEA – MA DEVE RISOLVERE IL NODO DELLE MIRE DEVIAZIONISTICHE AQUILANE

19 GIUGNO 2020 – Quello che la sen. Di Girolamo, capogruppo dei 5 Stelle nella Commissione trasporti di Palazzo Madama, pone tra i sui obiettivi è collegare Roma con Pescara in due ore o poco meno e in particolare Avezzano con Roma in 50 minuti, cioè con una percorrenza compatibile con il pendolarismo quotidiano. Un particolare degno di nota, e sul quale non si è posta attenzione finora nei molti comunicati che dal Comune alle associazioni ai partiti sono stati emessi, è la frequenza oraria dei convogli nell’ambito della quale potrebbe inaugurarsi un “sistema metropolitano a frequenza 30’, con servizio capillare al territorio, nella bassa valle del fiume Pescara”. Poi la stessa sen. Gabriella Di Girolamo prospetta collegamenti tra Pescara a L’Aquila “con servizio veloce all’ora per direzione, più collegamenti capillari“.

La parlamentare sulmonese sottolinea che “il Gruppo di Lavoro, partendo proprio dal progetto Italferr del 2008 più volte da me riproposto, ha valutato le varie ipotesi progettuali presentate da RFI con migliorie tecniche e di tracciato che hanno portato ad avere velocità maggiori e tempi di percorrenza notevolmente ridotti”.

Torniamo nel campo del ragionevole e chiudiamo il libro dei sogni che fino a ieri affascinava ancora l’associazione “Mo.Ve.Te.” con il treno da Roma a Pescara in 90 minuti. Di Girolamo rimane sui binari e non pensa di spostarsi con le eliche sulle spalle: due ore da Roma a Pescara vogliono dire un’ora e mezzo da Sulmona a Roma e, quindi, un tempo concorrenziale con l’autostrada, anzi migliore nei giorni delle lunghe file per entrare a Roma.

I tempi di percorrenza non potranno mai rendere concorrenziali i “collegamenti veloci tra Pescara e L’Aquila”: quindi è del tutto sprecato seguitare a pensare al segmento che, passando per la bretella prima della stazione di Sulmona,  metterebbe in contatto il capoluogo di regione con il capoluogo della costa. Il deciso “no” a questa ipotesi toglierebbe ogni velleità degli  aquilani di trovarsi una linea veloce, magari fino a Terni, per poi integrarla, da Rieti, con il sogno di 140 anni fa per Roma. In questo senso, Gruppo di Lavoro o Gruppo della Siesta, le parole di “Giuseppi” Conte per la velocizzazione della Roma-Pescara debbono essere prese per quelle che sono: soldi destinati alla attuale linea, giammai dirottati sugli appetiti dell’Aquila. Il Presidente del Consiglio ha (inaspettatamente? Forse no, visto il lavoro della Commissione del Senato) messo il pallone sul dischetto del rigore per dare all’Abruzzo la sua chance di ripresa: le chiacchiere e le papere assommate in queste due settimane stanno per mandare la palla in tribuna.

Il rigore fallito da Baggio nella finale del 1994

C’è una corsa sfrenata a chi si fa notare di più con gli amministratori e i tecnici della Rete Ferroviaria Italiana che, occorre non dimenticarlo, sono solo gli esecutori degli ordini dei politici, come deve essere, del resto, in un regime democratico. La sindaca sembra pendere dalle labbra di Maurizio Gentile e cerca di fare come l’oracolo di Delfi per interpretare un minimo restyling della stazione come l’impegno a progettare una stazione spaziale. Finora D’Alfonso e RTI ci hanno… regalato la bretella di San Rufino. Speravamo che Giuseppe Conte riconoscesse a Sulmona il ruolo che ha sempre avuto nel sistema ferroviario abruzzese: lo ha fatto e riteniamo che le sue non siano chiacchiere; piuttosto linee di un finanziamento e indicazioni delle fonti di  tale finanziamento. Cioè sono impegni concreti. La sen. Di Girolamo ha la grande responsabilità di porre un argine a tutto quello che non si colloca nell’ambito di tali impegni, se non vuole fare come Baggio che fallì il rigore nella finale del campionato del mondo. Viceversa, può seguire l’esempio del parlamentare che fu l’artefice della rete ferroviaria regionale e al quale, non per niente, è intitolata la strada da Palazzo Sardi al Teatro: Via Angeloni.

Che succede dopo che Giuseppe Conte ha assegnato il rigore a favore di Sulmona?
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