CONFINDUSTRIA VUOLE L’ABRUZZO A DUE VELOCITA’

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SORPRENDENTI AFFERMAZIONI DEL PRESIDENTE BALLONE SULLE LINEE FERROVIARIE

15 LUGLIO 2019 – Da “Sulmona Bene in Comune” riceviamo : “Qualche giorno fa, l’8 luglio, è apparsa sulla testata on line “Abruzzo Web” un’intervista rilasciata dal presidente Confindustria Abruzzo Agostino Ballone in cui l’imprenditore teramano, patron di Baltour, azienda di trasporto su gomma, affermava che è  di “dubbia utilità spendere miliardi per velocizzare la ferrovia Pescara-Roma, la priorità è far arrivare l’alta velocità in Abruzzo, lungo l’asse ferroviario della costa, per connettersi a Bologna. Per il collegamento con il Lazio basta l’autostrada, e gli autobus”.

Noi, come SBiC (Sulmona Bene in Comune), presenti in Consiglio Comunale di Sulmona e da sempre favorevoli alla velocizzazione della tratta ferroviaria Pescara- Roma, siamo di opinione diametralmente opposta. E se Confindustria Abruzzo considera possibili proposte i cui costi energetici ed ambientali sono in tutto il mondo considerati insostenibili, vuol dire che abbiamo un problema di rappresentanza.

La posizione qui rappresentata è spiegabile forse solo per il ruolo imprenditoriale del Presidente, titolare di una autolinea.

Ogni azione dell’attività umana infatti, secondo noi, va confrontata con i costi ambientali che comporta. Una condizione accettata, non solo dagli organismi internazionali e dai governi nazionali, ma entrata a pieno titolo nella coscienza collettiva di ogni comunità.

Non riconoscere questa sfida significa denunciare una cecità nei confronti dei mutamenti in corso.

La mobilità, così coma la questione dei rifiuti,  della qualità dell’aria così come quella dell’acqua, è uno dei terreni principali su cui si misura la capacità di una società di costruire il proprio futuro.

L’Abruzzo in questo deve saper coniugare una efficiente distribuzione dei servizi di mobilità con le esigenze civili delle aree interne.

Bene il collegamento veloce con Bologna ma è importante che la velocizzazione -necessità primaria da perseguire per riportare competitivo il trasporto su ferro nei confronti di quello su gomma, può e deve essere conciliata con il bisogno- anch’esso essenziale, di non marginalizzare una parte quantitativamente consistente della nostra regione”.

Il ruolo di politici è sceso così in basso nella considerazione che se ne ha in società che, pur senza essere rivestiti di alcuna funzione di rappresentanza, si possono dibattere temi di portata generale come se fossero argomenti dei soli industriali, dei soli professionisti, dei soli commercianti etc.

E così può capitare che un presidente di Confindustria d’Abruzzo neghi utilità ad una linea ferroviaria inserita nel tragitto di connessione europea dalla Spagna ai Balcani; e sostanzialmente neghi l’utilità del progetto che dal porto di Civitavecchia dovrebbe portare le merci a quello dell’Adriatico (Ortona, Pescara, Vasto) che risulterà più idoneo. Ora questo Ballone si erge a tutore degli interessi dell’Abruzzo degli industriali (che dovrebbe rappresentare) per sostenere la causa degli industriali della costa abruzzese; che saranno anche i motori trainanti di una certa economia, ma che non possono non conoscere i rudimenti dell’economia politica, prima tra i quali quello che impone di evitare aree profondamente distanti nello sviluppo e nelle infrastrutture.

 

Tempi di percorrenza in un vecchio prospetto della Roma-Pescara

I problemi della ferrovia Roma-Pescara si sono, in verità, imputriditi al punto tale che rettificare un tracciato costruito verso la fine dell’Ottocento forse impone costi maggiori di quelli che occorrerebbero per costruirne uno nuovo. Ma ovviamente nessun discorso sensato può tendere a porre in rivalità gli interventi sulla Roma-Pescara con l’allungamento dell’”alta velocità” fino all’Abruzzo: innanzitutto perché la situazione drammatica della manutenzione delle autostrade da Roma all’Adriatico richiede un alternativa che sia accettabile nella ipotesi (non molto lontana e del resto palesata a più riprese anche di recente) di chiusure per impraticabilità di questo o quel tratto o di questa o quella galleria; in secondo luogo perché, se concorrenziale deve essere l’offerta ferroviaria lungo la costa adriatica, non meno deve esserlo quella che dalla Capitale porta all’Adriatico o che, per riprendere il tema delle linee di collegamento europee, dal porto di Civitavecchia a quelli abruzzesi che proiettino i traffici verso i Balcani.

La linea da Roma a Pescara deve essere ammodernata affinchè per percorrerla non sia necessario il doppio del tempo che ci vuole in autostrada. E deve essere potenziata per intero, senza ricavarne tratte da velocizzare per farne parti di collegamenti diversi, come si sta cercando di fare da Pescara a L’Aquila, tramite la scellerata bretella che eviterà la stazione di Sulmona. Questo non impedisce che la Confindustria si possa battere anche per l’alta velocità fino a Foggia o anche fino a Tricase o Santa Maria di Leuca. Ma un presidente di Confindustria che afferma la necessità del potenziamento della litoranea a discapito della linea portante dell’Abruzzo interno ha già abdicato al suo ruolo di presidente regionale.

 

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