COLPI DI SOLE /1 L’EREDITA’ DI GASPARI E SUSI

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NUOVA RUBRICA DEL VASCHIONE. COMINCIAMO CON MASSIMO CARUGNO DEL PSI, QUINDI SPARANDO SULLA CROCE ROSSA

21 AGOSTO 2019 – Assenti dal web per più di una settimana (ma non dalle edicole), abbiamo registrato alcune effetti di colpi di sole su personaggi abruzzesi e in particolare sulmonesi. Per questo inauguriamo una vacua rubrica che ne riporti i maggiori, lasciando questa volta ai lettori l’onere e il piacere di segnalarne altri. La coda del gran caldo di questi giorni ci fa prevedere che le pirotecnie si impennino nelle prossime ore. Teniamo sempre a sottolineare, come dovrebbe fare qualunque notista e finanche qualunque giornalista, che il commento è separato dalla notizia ed è in corsivo.

Per esempio.

Un esponente del Partito Socialista Italiano, l’avv. Massimo Carugno, sostiene che se ci fossero stati Gaspari e Susi i tribunali d’Abruzzo non sarebbero stati soppressi.

Gaspari ha fatto di peggio che sopprimere i tribunali. Quando Sulmona e Avezzano presentarono i disegni di legge per diventare capoluogo di provincia, sostenne, mentendo, che non sarebbero state istituite più province in Italia, proprio mentre si sapeva che il percorso di Verbania (…), Rimini, Vibo Valentia (…; !!!) ed altre realtà lillipuziane si stava compiendo e si è compiuto. E da quella dichiarazione circense di Gaspari sono state istituite altre undici province in Italia, mentre di loro soppressione neanche si parla più (e comunque la soppressione di tutte le province italiane non era argomento in questione, trenta anni fa). Se si pensa che la riforma della geografia giudiziaria (votata a piene mani da Berlusconi, e quindi da Pelino, Scelli, e dal PD, e quindi da Legnini) era fondata sulla ripartizione secondo province, si vede bene quale sia stato il disastro compiuto ai danni di Sulmona, Avezzano, Lanciano e Vasto, da quel Gaspari che tipi come Carugno si avventurano a riabilitare e che qualcuno in Abruzzo chiama ancora “zio Remo”.

Per entrare poi in casa socialista, terreno (poco) fertile per Carugno, anche Domenico Susi ha fatto di peggio che sopprimere i tribunali. Quando è stato sottosegretario alle Finanze, la scuola sottufficiali l’ha mandata a L’Aquila e l’appendice, da dislocare a Campo di Giove, fu chiacchiera e illusione di un pomeriggio; non provò neanche a staccarla da quello scatolone che è servito sempre e soltanto a L’Aquila e giammai all’intero Abruzzo, nell’ottica di incentivare la potenza e gli appetiti dell’Aquila.

Dobbiamo continuare, nell’elencare le scempiaggini di un periodo demo-socialista che ha creato i presupposti perché l’Abruzzo fosse soltanto quello dell’Aquila e, in minima parte al confronto, di Pescara, per poi creare tutto intorno il deserto?

Nella foto del titolo la sede (per breve periodo) del PSI, al posto di quella gloriosa topaia del Tempo).

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