CENT’ANNI DI LAVORO E DI CONTI PULITI

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SI CELEBRA LA FONDAZIONE DELLA CASSA RURALE DI PRATOLA

12 LUGLIO 2019 – Sabato 27 luglio la Banca di Credito Cooperativo celebra il centenario della fondazione. Alle ore 10 nel teatro comunale la presidente Maria Assunta Rossi presenterà gli ospiti del convegno “BCC motore di sviluppo al servizio della comunità”. Interverranno il Vescovo Michele Fusco, Stefano Zamagni, docente di Economia all’Università di Bologna, Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, Alessandro Azzi, presidente della federazione lombarda delle BCC, Augusto Dell’Erba, presidente di Federcasse; le conclusioni saranno tratte dal direttore generale della Bcc di Pratola Silvio Lancione.

Si chiamava, nel lontano 1919, Cassa Rurale e faceva parte di un movimento dai connotati marcatamente cattolici per il sostegno delle attività agricole, poi anche artigianali, devastate dagli alti e bassi di un mercato con poche regole e molte speculazioni. Svolgeva le sue funzioni in contesti di piccole dimensioni e si rivolgeva a coloro che avevano bisogno di piccole operazioni; serviva per superare la “costa di maggio”, cioè il periodo dalle scarse liquidità, quando l’inverno aveva portato via i risparmi e il raccolto doveva ancora maturare nei campi. Solo in parte si può giustificare il ruolo delle Casse rurali nel contrastare le ristrettezze del dopoguerra; era più che altro rivolto ad affrontare le carestie sistemiche, attraverso misure che avvantaggiavano il risparmio non speculativo. Hanno avuto un grande successo, per buona parte favorito dalle esenzioni fiscali, per altri aspetti dalla vicinanza degli apparati deliberativi ai territori nei quali operavano. La grande e crescente affermazione della Cassa Rurale di Pratola Peligna nel secondo dopoguerra, dalla fine degli anni Ottanta diventata Banca di Credito Cooperativo, è da collegare ad una forte propensione al risparmio della comunità pratolana e a quelli che si chiamano “fondamentali” di una economia solida, legata direttamente alla capacità lavorativa.

Un banco di mescita degli anni Venti, ancora conservato in una cantina di Pratola, con le iniziali del titolare dell’esercizio

I livelli di produttività e di rinnovamento dell’agricoltura pratolana degli anni tra le due guerre non sono stati replicati, tanto erano caratterizzanti; semmai l’abitudine al lavoro si è trasferita nelle nazioni di destinazione del fenomeno migratorio. E non per niente i pratolani hanno raggiunto in Sud America risultati che non sono stati alla portata di altre comunità abruzzesi. Dunque i lontani anni nei quali la banca si è formata e si è consolidata erano quelli nei quali i prodotti agricoli, prima tra tutti l’uva e tutto quello che girava intorno al vino e alla sua esportazione, hanno costituito una risorsa di prim’ordine.

Le botti da quaranta ettolitri di una cantina nel largo del vecchio municipio

L’essersi conservata lontana dalle speculazioni finanziarie e dalla facile amministrazione delle risorse (per non dire all’amministrazione politica delle risorse) ha consentito alla Cassa Rurale di consolidare, negli anni Sessanta e successivi, l’immagine di grande affidabilità, con un conseguente dimensionamento che l’ha portata poi a diventare una vera e propria banca da “cassa” che era. Ora è l’unica banca ad aver conservato la sede nella provincia dell’Aquila ed è significativo che un primato del genere abbia coronato un istituto dalle dimensioni piccole e a lungo non interessato a trasformazioni di struttura e di tipologia.

Dopo lo sfrenato fenomeno di accentramento di molte banche e al conseguente ricorso al sistema delle deleghe assembleari, si potrebbe tornare alla ricerca di dimensioni che favoriscano la relazione con il territorio; e in questo senso la BCC di Pratola Peligna potrebbe aver trovato oggi un collocamento che la favorirà per i prossimi decenni, sempre che l’obiettivo sia quello di fornire un servizio del tutto svincolato da interlocuzioni politiche o anche di potentati localistici.

Cento anni sono sufficienti a raggiungere la maturità e la conoscenza delle insidie che vengono dalla amministrazione della forma più incisiva di governo nel contesto sociale: quella di decidere a chi prestare i soldi e da chi pretenderli in restituzione.

Nella foto del titolo: un vecchio calendario della Cassa Rurale ed Artigiana di Pratola Peligna

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