CAMBIANDO IL VIRUS CAMBIANO LE PAURE

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4 SETTEMBRE 2020 – Quanto ci sia di Ovidio nell’approccio che l’Uomo del terzo Millennio ha con il coronavirus possono dirlo quelli che Ovidio hanno letto, centellinando le sue parole e i suoi esametri, le allusioni al continuo divenire che conserverebbe lo spirito dai millenni passati fino ad oggi.

Per esempio lo dice Eva Cantarella, che parla proprio di metamorfosi e paura del virus. Sul Vaschione da oggi in edicola si legge anche del monito che Eugenio Bennato ha rivolto agli studenti del Liceo Scientifico “Fermi”, dalla cattedra della grande aula del nuovo istituto, accanto al Dirigente del polo scientifico e tecnico, prof. Massimo Di Paolo. Si legge dell’ultimo libro di uno psicologo e psicoterapeuta di fama che dice di assecondare l’inclinazione dello spirito; ma fin quanto?

Ed in una effervescente intervista a Daniela Ranieri si scopre anche come la conoscenza di Ovidio sia una conquista personale, distante da quella scolastica, che addirittura scoraggia l’incontro. Insomma, si continua a celebrare Ovidio anche dopo il Bimillenario per il quale associazioni come Fabbricacultura, mettendo la corona di aglio sulla statua del Vate in Piazza XX Settembre, aspettavano solo il progetto di finanziamenti della macchinosa legge scritta a quattro mani (diciamo mani…) da Stefania Pezzopane e da Paola Pelino. E che è rimasta lettera morta; lo rimarrà almeno fino ai festeggiamenti per il Trimillenario di Ovidio. Ma noi non ci saremo, come dicevano i Nomadi.

Ovidio, lui, aleggerà ancora.