ANTICIPATA IN COMUNE LA CAMERA DI CONSIGLIO DEL CONSIGLIO DI STATO

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NELLA CONFERENZA STAMPA DEL VOLONTARIO ZAVARELLA IL RICORSO DEGLI ARCHITETTI VIENE RIGETTATO – E DI MASCI STAVA PER DIVENTARE SOTTOSEGRETARIO

27 FEBBRAIO 2021 – L’assessore al volontariato, Salvatore Zavarella (nella foto del titolo mentre va raccogliendo rami invece di affrontare le pratiche in Comune), si imbarca volontariamente nel tentativo di demolizione del ricorso al Consiglio di Stato che l’Ordine degli Architetti ha intrapreso dopo la decisione del TAR sull’appalto del Liceo classico. Da analista riconosciuto, dice che l’appello è un atto politico; da giurista navigato, dice pure che è del tutto infondato.

Per dire questo ha convocato una conferenza stampa, nella quale è apparso al suo fianco il prof. Bruno Di Masci, eletto per contrastare la giunta Casini e ora nell’atteggiamento di Brenno verso chi ha perso al TAR e non merita riscatto, anzi deve pagare a peso d’oro le proprie velleità. E’ lo stesso Di Masci fresco della udienza del giorno prima,  quando, terrorizzato dalla querela per diffamazione della consigliera Roberta Salvati, ha chiamato a difenderlo davanti al giudice di pace di Sulmona l’avv. Iadecola, già sostituto procuratore generale della Corte di Cassazione. Pare che proprio davanti al giudice abbia bofonchiato in preda ad una crisi di panico: “Beh, posso pure chiedere scusa”, lui che dà sempre l’impressione di voler sbranare gli avversari (quelli che si lasciano sbranare, perché gli altri li evita accuratamente). Forse, visti gli esiti di altre battaglie giudiziarie partite in famiglia, avrà pensato di abbassare la cresta.

Del resto, lui che ha dato della “zoccola” alla consigliera, ha un futuro avanti a sé, pur se ottantenne e più, perché abbiamo letto che è diventato sottosegretario di questo governo di “competenti” e di “migliori” tale Moles che, parlando della ministra all’Istruzione allora in carica, Azzolina, ha detto che “la credibilità è come la verginità: è facile da perdere, difficile da mantenere, impossibile da recuperare”. Questi maestri del bon ton hanno un futuro e noi avevamo un sottosegretario in pectore, senza saperlo.

Ma come stupirsi se a quella conferenza stampa si sia tentata una anticipazione della camera di consiglio di Palazzo Spada? Non era Di Masci che già vestiva i panni di architetto? Già: l’architetto del ponte per portare i voti, raccolti in una campagna elettorale contro l’avversaria Casini, direttamente alla corte della Casini, con un voltafaccia politico che, se Pulcinella fosse stato un politico, avrebbe fatto arrossire anche lui.

L’uomo vitruviano Bruno Di Masci