ANONIME CLARINE ALLA CORTE DEL COGESA

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TUTT’AL PIU’ UNA SIGLA PER I PEANA SUI BILANCI DELLA FABBRICA DI PUZZE

22 DICEMBRE 2019 – Suonano le clarine per le notizie passate alla stampa dal “Cogesa”, che si appresta a superare di molto i livelli di raccolta differenziata.

“Il Centro” dà fiato alle trombe e ai tromboni, ma non disdegna il più delicato ossequio delle note diffuse dallo strumento per definizione organico, quello che accompagnava i bandi nelle contrade per le gravidanze e i parti delle dame di corte e, massime, della consorte del principe. A leggere l’articolone di ieri, cui si dà un rilievo che non venne dato ai blocchi stradali dei maranesi esasperati dagli effetti insani della sana gestione del Cogesa; un rilievo che venne negato anche alla protesta dei detenuti del supercarcere che non potevano neanche scappare nelle notti dell’olocausto sensorio; bene, a leggere questo articolone, tra poco il Cogesa comprerà FCA e Peugeot messi insieme.

Peccato che l’articolo non rechi una firma; il giornale si sbilancia non più che con una sigla: “Cr Aq.”, che non è di Claudio Lattanzio, che abbiamo visto nascere quasi trentacinque anni fa al giornalismo locale e che quando scrive sa che in città si può avere solo una faccia e la difende con dignità; che non è di Federica Pantano, con tutto che scrive al Centro per parlare del Cogesa ed è direttrice del giornale patinato del Cogesa (quello che resta non letto e accatastato al Tribunale); che non è di Federico Cifani, che pure si affaccia sulle pagine del quotidiano diretto alla nascita da Ugo Zatterin. Pensiamo che sia il frutto di un ammutinamento dei cronisti locali e dell’imposizione di un articolo dalla redazione dell’Aquila, “CRonaca AQuilana”, appunto, come pare sia già accaduto nel passato, quando dovevano passare articoli graditi ad Andrea Gerosolimo assessore regionale.

Complimenti.