ANGELI PROTETTORI DI UN TURISMO CHE NON HA BISOGNO DI FOLLE

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Le volute berniniane della facciata della chiesa nella Abbazia di Santo Spirito a Morrone, che non hanno bisogno di nessuna beneficenza per essere fruite dal turismo culturale

AL COMUNE PER NON FARE DANNI BASTEREBBE NON FARE ORDINANZE – L’ESEMPIO DEL MERCATO E I MOLTI OSTACOLI CHE PREOCCUPANO GLI ESERCENTI NELLA IMMINENTE STAGIONE TURISTICA

16 MAGGIO 2020 –Operatori economici di vario livello, ma per lo più direttamente impegnati sul fronte degli esercizi pubblici, hanno caldeggiato nelle scorse ore misure che non compromettano la ripresa nella “fase 2” della pandemia. Impedite le manifestazioni di protesta in piazza (per le quali sono stati elevati verbali e comminate sanzioni in altre città d’Italia), le pressioni di esercenti vari si sono espresse in timidi approcci presso il municipio, con la maggior parte dei “piccoli imprenditori” ad aspettare in Via Mazara.

In queste ore di attesa per le modalità che saranno imposte da qui all’ autunno, è opportuno partire da un presupposto: che, cioè, in una città di transito turistico, come è sempre stata Sulmona, sarebbe già tanto che l’ente pubblico per antonomasia, cioè il Comune (ma anche, se si vuole, quelli che hanno competenze concorrenti) non ostacolasse la naturale propensione della città d’arte ad attrarre il turismo, soprattutto quello culturale che non si risolve nelle manifestazioni di un giorno o di una settimana e che, guarda caso, si esprime soprattutto negli intervalli  tra un esodo ed un altro (per esempio, in buona parte a settembre, nella parentesi lontana anche da giostre e feste patronali).

L’esempio di come è intervenuto il Comune su un evento commerciale-tipo come il mercato di Piazza Garibaldi dà la traccia di quanti danni si possano creare applicando decisioni assurde, come certamente è stata ed è quella di chiudere al traffico la piazza e, di fatto, di desertificarla. Nonostante le buone intenzioni di fare ammenda e “ripensare” l’ordinanza, siamo ancora a una decina di banchi nel plateatico della piazza e a assurdi giri per poter uscire da un recinto di fatto troppo condizionato per poter costituire una attrattiva.

L’angelo a destra dello stemma della Fontana del Vecchio, detta “Il Vaschione”, gioiello incastonato nel centro storico per il resto abbandonato alla sporcizia e alle erbacce

Dunque, ponendo il caso che i flussi turistici possano in parte rinnovarsi anche nella imminente estate, il Comune intenderà ancora vessare le categorie produttive del centro storico con provvedimenti privi di logica? Che senso ha prevedere ed erogare benefici, talvolta poco più che elemosine, se con l’altra mano si soffoca quella naturale predisposizione all’accoglienza turistica che è costituita da un parcheggio sotterraneo perfettamente in linea con le norme sul distanziamento sociale? Reprimere una potenzialità che è consolidata da un reticolo di monumenti e ambientazioni urbanistiche che sono di per sé sole un itinerario percorribile senza restrizioni? Una volta tanto il ruolo dell’amministratore dovrebbe limitarsi nel fare il meno possibile, cioè nel non impedire più di quanto non impediscano (opportunamente) le norme di fonte governativa. La questione della occupazione dei suoli pubblici, che tanta parte del confronto tra esercenti e amministrazione locale sta assorbendo, può essere importante se si ritiene che l’unico sito turistico della città sia il Corso; mentre si ridimensiona nel suo giusto rilievo se si pone mano, in tempi brevi, ad un risanamento di tutto il centro storico. Il perimetro delle mura cittadine è stato abbandonato, soprattutto dalla amministrazione Casini, a spettacoli che a Sulmona non si erano mai visti, tanto per l’incuria dei monumenti che per il rispetto di norme igienico-sanitarie (dalla sporcizia disseminata dappertutto all’inquinamento acustico).

...e quello a sinistra in un perfetto equilibrio anche cromatico (“blu nostalgia” per una città destinata al turismo culturale e non portata per il chiasso e gli assembramenti vietati)

Purtroppo larga parte del consenso in questa fase 2, in tutta Italia, si giocherà sull’antico abuso di elargizioni, nel costume di occupazioni spagnoleggianti di data risalente; e nella contemporanea restrizione di libertà e spirito di iniziativa. Così la “vis attractiva” di una città che non ha bisogno di promozione (tanto meno di quelle che sono state tentate con sperpero di risorse e per lo più per foraggiare persone ed associazioni al seguito) sarà mortificata giorno per giorno proprio nell’epoca della riscoperta del turismo moderato e non per questo meno fruttuoso. Sembra che i prossimi anni non saranno quelli più adatti a giostre, palii, sagre, partite; ma a più consapevoli spedizioni nei giacimenti della bellezza e della cultura. Quale “giacimento” potrà rappresentare il disastro di un “Centro di studi ovidiani” chiuso da dieci anni, di oltre quindici palazzi gentilizi sbarrati e con i tetti sfondati, di piazze, larghi e vicoli neanche più lastricati, di un patrimonio edilizio privato che non rispetta neppure i minimi canoni di sicurezza per i passanti (siano essi turisti oppure no)?

E in tale contesto il Comune ritiene di poter intervenire con provvedimenti fondati su semplici divieti?

L’arte assoluta dei basamenti del Portale di San Francesco della Scarpa, per i quali non si richiede nessun intervento promozionale, ma semmai il minimo interesse conservativo

Nella foto del titolo gli angeli sull’ingresso della Chiesa dell’Annunziata

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