“ALL’ABRUZZO DAREMO UN’ALTRA AUTOSTRADA”. CHE GENTILE…

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NON COSTEREBBE PIU’ CHE METTERE IN SICUREZZA LE ATTUALI A24 E A25 – MA IL PROGETTO NEL CASSETTO DI TOTO INCOMBE CON TUTTI I SOSTEGNI POLITICI CHE SI E’ ASSICURATO

15 FEBBRAIO 2021 – Il commissario per la gestione delle autostrade dell’Abruzzo, A24 e A25, Maurizio Gentile, opta per un’altra autostrada, da costruire ex novo. Sostiene che i tempi per mettere in sicurezza i tratti esistenti e quelli per costruire autostrade nuove sarebbero grosso modo gli stessi (10-12 anni); e le spese non sarebbero molto diverse, mentre le nuove autostrade durerebbero 100 anni e sarebbero costruite, quindi, per le nuove generazioni. Sostiene anche che mettere in sicurezza le attuali opere d’arte non comporterebbe mai la chiusura delle autostrada che sono strategiche ai fini della protezione civile.

Quando sentiva parlare di cultura, un sospettoso tedesco diceva di mettere mano alla pistola. Quando sentiamo parlare di nuova autostrada, vorremmo mettere mano ai cannoni. Ci provò Toto, tre anni fa, a sostenere che rifare da capo interi tratti della A25 (e, in parte, della A24), sarebbe stato meglio che rafforzare i viadotti ammalorati (sui quali “Strada dei Parchi” non aveva effettuato manutenzione, come sostengono i Pubblici Ministeri di quattro procure in Abruzzo). Si esibì in un progetto che prevedeva sette tunnel da Bussi a Collarmele, saltando del tutto la Valle Peligna. Ricevette gli applausi di Nencini, socialista e sottosegretario, ospitato a sostenere questa scempiaggine a Sulmona da Massimo Carugno, e di D’Alfonso, presidente della giunta regionale; impattò contro il rifiuto di Del Rio, ministro. Gli dissero di “no” anche i 5Stelle, in coerenza con quanto sostenevano per il crollo di Genova, e, cioè, che alle società concessionarie in odore di inadempimento all’obbligo di curare la manutenzione non si doveva far altro che opporre la pretesa di far rispettare quell’obbligo o di ritirare la concessione.

Gentile è stato nominato commissario per adeguare al rischio sismico le autostrade esistenti. Questo è l’ambito nel quale deve operare. Quando avrà formato una sua lista e sarà stato eletto ministro o presidente del consiglio dei ministri, o anche soltanto presidente della regione, potrà formulare una proposta per costruire nuove autostrade, oppure nuove piattaforme per astronavi e insomma tutto quello per cui sarà stato eletto. Ridiscutere tracciati autostradali non è la priorità dell’Abruzzo, almeno per i prossimi 100 anni; poi non è detto che i nostri pronipoti non si daranno a opere per le quali le autostrade ricostruite negli anni Venti o Trenta del XXI secolo saranno ferri vecchi da… almeno 50 anni. Occorre guardare alle necessità di oggi, possibilmente senza impegnare le “nuove generazioni” in scelte che potrebbero essere scavalcate dalle esigenze dei prossimi decenni. Se si dovesse aprire un confronto per scegliere il tracciato di nuove autostrade non se ne verrebbe a capo prima di un ventennio (a giudicare da quello che durarono le lotte campanilistiche degli anni Cinquanta e Sessanta e, sulle scelte dei caselli di uscita, anche degli anni Settanta). L’impatto sull’ambiente sarebbe devastante e, comunque, anch’esso foriero di contrapposizioni. A quanti hanno proposto Maurizio Gentile per la carica di sindaco di Sulmona chiediamo, fra parentesi, se, dopo la questione della bretella ferroviaria di San Rufino, avevano deciso di costringere la Valle Peligna all’isolamento totale e al ritorno alle mulattiere o se, come proponeva Mario Pizzola in una vignetta di qualche decennio fa, volevano risolvere il problema della disoccupazione mandando i lavoratori licenziati a sbullonare le ferrovie del centro-Abruzzo; adesso, anche a schiodare i viadotti dell’autostrada.

Nella foto del titolo ripresa stamane a Torre de’ Passeri: la A25 svolge il ruolo primario di collegamento per tutte le zone impervie dell’entroterra e non solo quello di garantire contatti rapidi tra il Tirreno e l’Adriatico