A14 PERCORRIBILE PER DECRETO LEGGE OVVERO TRE MAGHI IN AZIONE

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Un viadotto della A25 (nei pressi di San Cosimo)

MARSILIO INVOCA UN COMMISSARIO DALLA BACCHETTA MAGICA 

24 GENNAIO 2020 – Il presidente della giunta regionale , Marsilio, ha annunciato che i viadotti della A14 sono sottoposti ad uno studio dell’Università La Sapienza onde superare le criticità e indicare gli interventi urgenti per riaprire l’arteria al traffico pesante. Marsilio ha anche detto: “Se non si dovesse risolvere per la via ordinaria che ministero e Autostrade ci hanno oggi rappresentato, la Regione è pronta a chiedere al Governo un decreto legge per la nomina di un commissario che esegua gli interventi che si devono fare, smettendo di affidarsi a questi rimpalli di responsabilità e competenze, per garantire il diritto alla mobilità, che è fondamentale”.

Per parte sua, il consigliere regionale Giovanni Legnini sottolinea: “E’ necessario insistere affinché il provvedimento che interdice alla circolazione il tratto autostradale sia revocato o almeno fortemente attenuato dall’autorità giudiziaria di Avellino, depositando una nuova istanza supportata da un piano di gestione dei rischi che sia ineccepibile ed efficace”.

Per parte sua, l’ex governatore dell’Abruzzo, oggi senatore del Pd Luciano D’Alfonso, afferma: “”Io sono nella condizione di poter dire che l’autorità giudiziaria, in una sede istituzionale, è disposta ad interloquire con le Prefetture, col presidente della Regione e con coloro i quali hanno una veste istituzionale. Il soggetto gestore, cioè Autostrade per l’Italia, deve produrre un ‘fatto nuovo’, nel rispetto dei ruoli e delle competenze dell’autorità giudiziaria, anche concordatamente con l’autorità giudiziaria”.

Dunque: un romano in permesso di soggiorno in Abruzzo, come Marco Marsilio, che in Abruzzo non è mai vissuto e si rifà a lontane parentele per giustificare la sua strana designazione, ma che soprattutto dimostra ogni giorno di non conoscere la rete viaria abruzzese, sostiene che il problema dei viadotti si risolve con un decreto legge.

Mago Merlino

Da parte loro, due abruzzesi che hanno dilapidato i fondi (160 milioni) per costruire la Fondovalle Sangro, che non aggiusta in niente il problema della viabilità Nord-Sud lungo l’Abruzzo e si affianca ad un’altra fondovalle Sangro abbandonata con i piloni già innalzati negli anni Settanta, suggeriscono adesso quali debbano essere i rimedi per sollevare gli abitanti di Silvi Marina, Città Sant’Angelo, nonché gli autotrasportatori angustiati da tempi di percorrenza inaccettabili. Quindi, dopo il danno, c’è anche la beffa: anzi le tre beffe da soggetti che o non hanno fatto mai politica in Abruzzo oppure l’hanno fatta a beneficio dei propri collegi elettorali, sottraendo risorse all’unica alternativa che può rappresentare una svolta: ovvero la dorsale appenninica dalla E45 (Terni) a Foggia, che in Abruzzo vuol dire la SS17 da L’Aquila alla superstrada per Isernia. E li sentiamo evocare decisioni drastiche: addirittura un decreto legge che con un tratto di penna dovrebbe cancellare decenni di inattività nella manutenzione, proprio mentre l’ipotesi di una ricostruzione, più che di una riparazione dei viadotti si fa più concreta sull’esempio delle opere d’arte della autostrada A7, come riferiscono le cronache di oggi (il giorno successivo a quello nel quale su queste colonne era stata avanzata questa ovvia ipotesi, forse da applicare anche ai viadotti della A24 e della A25: nella foto del titolo il viadotto di Bugnara durante i lavori in atto). Se un decreto legge il Governo deve emettere, riguarda l’immediata revoca dell’appalto per la Fondovalle Sangro e la simultanea destinazione degli stessi fondi alla SS17, che secondo la strana geografia di D’Alfonso passa per Capestrano. 

Come spesso accade, il colpevole del delitto è quello che parla per primo; e lo fa a sproposito, solo perché non regge la tensione del momento; in politica, poi, questa tattica è essenzialmente rivolta a programmare un’altra campagna elettorale, basata sulla dabbenaggine di chi è ancora disposto a credere a queste mezze figure.