TANTO PER CAMBIARE SI LITIGA SUL TEATRO

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Una fase della rappresentazione dei “Tristia” nel 1973 per il gemellaggio con Costanza

DOCUMENTO DELLA SINDACA (CON QUALCHE LACUNA)

24 GENNAIO 2019 – Sulla concessione del teatro al vice-presidente del Consiglio dei ministri, Di Maio, la sindaca assume una posizione polemica in risposta a quanto diramato (tranne che a questo giornale) dal Movimento 5Stelle di Sulmona: “Per chi non ha argomenti- sostiene Anna Maria Casini –  ogni occasione è buona per alzare inutili polveroni strumentalizzando qualsiasi tema come l’utilizzo del teatro per i comizi elettorali. I MeetUp Amici di Beppe Grillo di Sulmona non sanno più a cosa appigliarsi pur di partecipare “almeno a chiacchiere” a una campagna elettorale, in cui non sono riusciti ad esprimere nemmeno un candidato consigliere regionale locale. 
Si ergono a paladini della legalità, ma poi non ci stanno se viene detto loro di rispettare i regolamenti, fanno credere di essere stati vittime di chissà quale scorrettezza e continuano a strumentalizzare la vicenda di un ovvio diniego nell’utilizzo di luoghi pubblici per uso elettorale.  Rispedisco al mittente le accuse nei miei confronti, soprattutto da parte di chi dà voce a rancore o risentimenti infilando in comunicati stampa polemiche in cui vengo inopportunamente tirata in ballo. Rispetto alla correttezza della posizione dei manifesti elettorali nei vari locali sarà la Polizia Locale ad effettuare verifiche su eventuali irregolarità, come sempre. Chiarisco, invece, una volte per tutte che, in occasione della vista del vicepremier Luigi Di Maio, l’accesso al teatro è stato concesso, in quanto la richiesta dell’utilizzo presentata dal MeetUp palesava la natura istituzionale della visita in città. La risposta è stata, poi, fornita con riferimento ai regolamenti vigenti nel nostro Comune, ma i MeetUp hanno preferito cambiare location, vista la reale natura non istituzionale dell’evento.  
Nel momento in cui, poi, sono stata invitata “informalmente”, insieme ad alcuni sindaci del territorio, a partecipare ad un probabile incontro (senza certezza e senza designare luogo o orario) con il vicepremier, da tenere a margine del comizio elettorale al Manhattan, ho proposto subito di mettere a disposizione la nostra sede municipale, quale luogo istituzionale al termine del comizio, al fine di consentire ai sindaci dei territorio di incontrare il vicepremier per poter rappresentare le impellenti problematiche per le quali si chiedono risposte al Governo: tribunale, progetto Snam e sanità. Oggi, non contenti, tornano sull’argomento a mero scopo strumentale. Avremmo preferito un intervento per far conoscere loro idee su temi di impatto regionale e utili alla città” conclude il sindaco Annamaria Casini.
Ci sembra solo che trovi conferma la critica di fondo a questo regolamento sulla concessione del teatro e, comunque, al modo nel quale si sono comportati quasi tutti i sindaci nel concedere il teatro. La attività istituzionale è concetto così indefinito quando si parla di un ministro e della sua visita in qualsiasi città che trovare uno scudo sulla interpretazione di un regolamento è tempo perso.
Proprio per queste interpretazioni che lasciano ampi margini di discutibilità, il teatro andrebbe concesso solo per attività artistiche, visto che luoghi ci sono (e sono tanti) per svolgere eventi elettorali e visto che neanche gli argomenti legati ai rigori di stagione possono valere: Alessandro Di Battista dei 5Stelle giusto un anno fa riempì Piazza XX Settembre in pieno febbraio e alle ore 23, quindi nella più avversa delle condizioni.
Il teatro solo alle maschere (con ciò riprendendo l’immagine che del teatro era diffusa nella classicità) è la soluzione più giusta. Solo che dopo come si fa a concedere il teatro a Giovanni Legnini in costante campagna elettorale anche quando fa il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura?
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