SU LANDINI LA MANNAIA DELLA CENSURA

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PAROLE AL VENTO DEL SINDACALISTA: EPPURE SULLA RICOSTRUZIONE HA DETTO LA VERITA’

8 APRILE 2019 – A fatica abbiamo cercato nelle pagine dei quotidiani di ieri e di sabato un risalto alle parole di Landini, segretario della CGIL intervenuto per il decennale del terremoto a L’Aquila. Abbiamo letto di “Letta e Gabrielli difendono Bertolaso”. Un titolo è stato riservato anche a Tommy “il cane eroe che salvò tre persone” e cha a tredici anni ha subito gli effetti della legge inesorabile del tempo; un Marsilio scontato ha detto che presto andranno a L’Aquila più ingegneri e geologi (per fare cosa non si sa, visto che ormai sono state individuate le aree dove sorgeranno altri palazzi e gli uffici pubblici di rilievo regionale come la Corte d’Appello sono stati ricostruiti sugli stessi terreni che li hanno fatti sbriciolare); il Nunzio Apostolico prevede che “Emergerà una città splendida” e questa più che la buona novella è la supercazzola del decennale, visto che non ci crede neanche uno di quelli citati prima. E di baggianate hanno allestito un carosello.

Il sindacalista, che ha il merito di dire cose molto chiare e di non edulcorarle secondo la convenienza del momento, ha detto che qualche volta le sciagure possono servire a ripartire meglio e anche da un terremoto può nascere un modo nuovo di progettare la città e di ricostruire, dunque. “Proprio quello che non si è visto a L’Aquila” ha detto senza nessun intento consolatorio per i molti errori che si sono compiuti in dieci anni.

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