Se invece di usare la statua di Ovidio come piedistallo dell’aglio si leggessero gli Amores…

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FRASI CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE ATTRIBUITE A SHAKESPEARE INVECE DELLE ELEGIE CHE IL SULMONESE SCRISSE SUL TEMA

30 LUGLIO 2018 – A usare la statua di Ovidio come supporto per una corona di aglio da vendere al supermercato succede che non si usa Ovidio per capire il mondo e non si usa la sua poesia per esprimere concetti vecchi quanto la classicità. Ed è accaduto che frasi attribuite a Shakespeare siano state trasferite sui paraventi della Giostra sotto l’acquedotto medievale. Per esprimere quel concetto che finisce con un banale invito a considerare la donna come un normale essere vivente (da qui il dubbio sulla attribuzione al sempre icastico bardo) mentre nelle intenzioni dei giostraioli forse voleva elevare di molto l’immagine femminile (anche per recuperare la gaffe di mostrare mezzo culo di una soubrette tra le cose storiche di Sulmona) sarebbe bastato, appunto, leggere Ovidio invece di abbinarlo sempre all’aglio rosso di Sulmona che sarà pure un prodotto da promuovere, ma che non deve prendere il posto delle cose essenziali per le quali Sulmona va riconosciuta nel mondo (non lo è nemmeno per i profumati confetti…; può sperare di rimanerlo solo se si affida alla gloria del vate).

Dunque la violenza sulle donne è stata condannata molto prima da Ovidio che da Shakespeare; ed anche con parole un po’ più efficaci delle pur pesanti pietre che il grande autore inglese sapeva lanciare attraverso i suoi personaggi al conformismo e alla stupidità cortigiana. Ben cinque anni fa su questo sito abbiamo riportato “Una donna schiaffeggiata fa sentire Ovidio piccolo piccolo” (nella sezione OVIDIO), riprendendo testualmente una elegia degli Amores, che consigliamo di rileggere. Non sta a noi dire che quella è vera poesia, perché l’hanno detto altri prima di noi e con maggiori credenziali. Ma i Sulmonesi possono a ragione coprire i paraventi della Giostra e tutti i muri della loro città con questa elegia del loro concittadino Ovidio, grande indagatore dell’animo femminile e perciò stesso pieno di sensi di colpa per lo schiaffo, gesto incomprensibile e lontano da ogni spirito di indagine.

Prima di mettere mano a Shakespeare, ammesso che siano del bardo quelle frasi un po’ sciocche, in verità, occorre andare alla fonte e, per esempio, consultare non solo “Il Vaschione” (che è eretico rispetto alle dinamiche del conformismo bottegaio cittadino, che propone addirittura visi non proprio in linea con la leggiadria dei contenuti), ma persone che hanno trovato paralleli interessanti tra Shakespeare e Ovidio e che, anzi, hanno detto e scritto che il primo ha proprio copiato al secondo (per esempio una giovane pescarese, Cristina Paravano, si è laureata discutendo proprio questa tesi ed anche di questo “Il Vaschione” ha scritto (v. “Ma a Pescara Ovidio si incorona con Shakespeare” nella sezione OVIDIO di questo sito), se avessero voluto leggerlo quelli che intrecciavano corone di aglio).

Anche questa sarebbe stata una operazione culturale che avrebbe potuto qualificare l’estate un po’ deludente del mezzo culo all’aria.

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