AI TEMPI DEI RAPINATORI CHE FACEVANO I RAPINATORI

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REPORTAGE IN OSPEDALE DOPO UN ASSALTO AL TRENO

18 MAGGIO 2019 – Aveva tentato una rapina in treno, lungo la linea tra Sulmona e L’Aquila nei pressi di Molina Aterno, ma si era ritrovato lungo la traiettoria dei proiettili dei Carabinieri e le foto lo riprendono mentre viene trasportato d’urgenza nella sala operatoria del “Santissima Annunziata”. Non è roba recente, risale al 1977, ma le immagini sono fresche come poche altre nei reportage di cronaca nera che invadono le cronache di questi giorni, fatti per lo più di foto di archivio delle auto della polizia, o di pistole in primo piano (peraltro riprese dalle armerie muffite) o, peggio, di volti di persone sfigurate con il photo-shop per renderle irriconoscibili.

La lettiga con il rapinatore appena sbarcato dall’ambulanza si avvia in sala operatoria

Il piantonamento dopo la sparatoria

Ma che cronaca nera è questa?

Qui, nel corridoio dell’ospedale, quando scattammo queste foto perché ci eravamo piazzati lì in attesa che l’ambulanza compisse il tragitto tortuoso della Valle Subequana, tutti si facevano riprendere normalmente. Era una società più sana, che non temeva i fantasmi del web, il diritto all’oblio e tutte queste fregnacce; ovviamente il reporter aveva il buon gusto di non riprendere il ferito in faccia, ma per un fatto di buona educazione e non di protocollo di Trento del quale si riempiono la bocca i relatori per la formazione per la deontologia. Anche i Carabinieri sembrano tranquilli nel non nascondersi all’obiettivo; anzi sembra proprio che non se ne facciano un cruccio, diciamo che non cambia loro la giornata e tanto meno la vita. Una società che viveva con dignità i tempi del lavoro al servizio della Sanità e del crimine, con un Ministro dell’Interno che di certo non si ergeva a sostenere il diritto del viaggiatore ad uccidere il rapinatore che saliva sul vagone…

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