META’ DEGLI ABRUZZESI SI CURA FUORI REGIONE

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SCANDALOSO EFFETTO DELLA GESTIONE DEL PD CON D’ALFONSO E PAOLUCCI: LE STATISTICHE DEL “CORRIERE”

14 MARZO 2019 – Metà degli abruzzesi che hanno necessità di sottoporsi a chemioterapia debbono farlo fuori della loro regione. Più degli stessi calabresi, che da sempre hanno il primato di questa statistica, ma che adesso cedono il passo ai “colleghi meridionali”. Il dato è riferito da Federico Fubini sul “Corriere della sera” di oggi. Ma anche il 19% degli abruzzesi che si trovano in una condizione patologica acuta tumorale deve andare fuori regione. Il Sud conferisce il maggior supporto al “turismo sanitario”; ma la condizione della sanità abruzzese è la peggiore.

Il motivo c’è e va ricercato nella conduzione regionale dell’ultimo quinquennio, volta solo a realizzare economie: la riduzione dei costi è stato l’obiettivo al quale l’assessore regionale Paolucci e lo stesso “governatore” D’Alfonso hanno ispirato una ragionieristica politica del risparmio. Di fatto, gli abruzzesi pagano (ed hanno pagato ancora di più con le addizionali) una sanità della quale non possono beneficiare. D’Alfonso è stato attivissimo nel ricercare fonti di finanziamento, come i “Masterplan” , che poi sono stati scialacquati per realizzare operazioni di facciata come la “Fondovalle Sangro” che costerà alle casse pubbliche oltre duecento milioni di euro.

Il PD sconta la sua incapacità a governare (con indecisioni che l’hanno reso ridicolo e che a Sulmona l’hanno portato a sostenere la coalizione politica avversaria, quella sostenuta da Scoccia: Marsilio e altri), ma anche la mentalità di asservire a finalità particolaristiche quella che dovrebbe essere la politica del “bene amministrare”. E, dunque, il fenomeno del “turismo sanitario”, diffuso al Sud, in Abruzzo assume livelli acuti, davvero scandalosi, per i risvolti sociali che impone a chi deve trasferirsi nelle condizioni più precarie della propria esistenza.

Pur di occupare posti di potere, assessori e presidente si sono adeguati alla politica dei tagli incondizionati, mietendo vittime nei punti-nascite e (da quello che riferisce anche Il Messaggero di oggi, con il caso emblematico del settore oncologico dell’ospedale sulmonese dove c’è un solo medico) in molte altre divisioni sanitarie. E’ indubbio che il disastro che ha portato al commissariamento è scaturito dalle dis-amministrazioni di “governatori” di sinistra come Del Turco (che è bene ricordare è stato condannato con sentenza passata in giudicato e non è l’eroe perseguitato che la stessa sinistra ha preteso di riabilitare) o della cosiddetta “Destra”, come Pace e Chiodi; ma l’orecchiuto Paolucci, buono a fare proclami di cartone in ordine al rientro dal commissariamento della sanità e il forgiatore di vocaboli sconosciuti alla lingua italiana, D’Alfonso (che cercava di coprire con il lessico una totale carenza di strategia politica e di più saggia scelta nell’impiego di risorse) hanno avuto l’effetto di Attila per la sanità abruzzese.

E per questo sarà almeno consentito di riconoscere loro la responsabilità di questo esodo di straccioni in cerca di trattamenti sanitari decenti.

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