MADONNA ANGIOINA SENZA PIU’ AUTOBUS

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MA LE CRITICHE DI PINGUE NON COLGONO NEL SEGNO

22 MARZO 2019 – “Dov’era il Consigliere Pingue lo scorso anno quando, a causa di guasti ai mezzi, ci sono stati gravi disservizi e non si sono potute effettuare corse neanche per il nostro nosocomio?”.Lo chiede il nuovo assessore alla viabilità e trasporti, Luigi Biagi, rispondendo a critiche mosse sulla situazione dei trasporti urbani. Biagi ricorda anche che “le vetture sono rimaste ferme per quattro giorni nel centro della Città” e chiama Pingue “a collaborare fattivamente al mio fianco, rimboccandosi le maniche e dare finalmente un primo segnale di concretezza”.

Da anni, ormai, la Madonna angioina nell’ogiva del portale di ingresso al Palazzo dell’Annunziata (nella foto in alto) non vede passare gli autobus del trasporto pubblico: prima poteva osservare un succedersi di autobus stracolmi, compresi gli INBUS che la FIAT aveva costruito per l’Africa e che furono rifilati, tra l’altro, a Sulmona pur di smerciarli dopo che saltò la commessa. Ma erano lunghi e larghi e potevano incrociarsi solo ai piedi della Madonnina (che, come si vede, aveva usurpato il posto di un affresco di epoca sveva).

Il centro storico viene solo lambito dalle linee di autobus; di fatto si è aggravato l’isolamento di questa parte di città, afflitta peraltro anche da una isola pedonale che sembra separarla dal resto del tessuto urbano come un ponte levatoio di altre epoche. Ognuno ha assestato una picconata all’area entro il perimetro delle antiche mura: chi togliendole gli autobus, chi imponendole discoteche sconce, chi lasciando crescere erbe, chi non raccogliendo con tempismo i mastelli della “differenziata”.

Certamente, se si vuol essere obiettivi, le responsabilità, sul punto, non ricadono tutte sulla attuale maggioranza. Quindi, impostare una campagna politica sulla cattiva manutenzione e sui disservizi degli autobus è del tutto riduttivo o solo propagandistico. Sbaglia numero, genere e caso anche in questo il consigliere Pingue, che forse nella ricerca spasmodica di visibilità (o pubblicità, come si diceva ai tempi degli INBUS) fora più di una gomma. D’autobus; neanche di un Ape.

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