LA STAZIONE DALLE SUPER TECNOLOGIE RESTA SENZA SALA OPERATIVA

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IMBARAZZANTI RETROSCENA DELLA INAUGURAZIONE DI FEBBRAIO

4 APRILE 2019 – I ferrovieri della CGIL lanciano l’allarme per il trasferimento della sala operativa dalla stazione di Sulmona a quella di Pescara. Come riferisce “Il Centro” di oggi (perché i sindacati non danno neppure la parvenza del pluralismo dell’informazione e seguono solo i canoni del conformismo informando una parte dei giornali; del resto sono figli del comunismo) i sindacati non credono alla “necessità di interfacciarsi fisicamente con la sala controllo circolazione di Rfi, inaugurata sempre lo scorso anno a Pescara” perché “le necessarie attività di interlocuzione possono tranquillamente generarsi in remoto”. La denuncia è fondata, certamente; a prescindere dalla idoneità comunicativa di un periodare del genere, che è una specie di sleng informatico che scorre sui binari.

Alla “inaugurazione” della stazione un paio di mesi fa sono state celebrate le risorse regalate da Rete Ferroviaria Italiana allo scalo di Sulmona. Noi l’abbiamo definito un luna-park che rimarrà deserto perché la linea ferroviaria Roma-Pescara è stata abbandonata da Rfi, che punta sulla alternativa Roma-Poggio Mirteto-L’Aquila-Pescara, con il dirottamento dei treni a Santa Rufina, in modo che non entreranno neppure nel luna-park.

A quella inaugurazione intervenne il sindaco Annamaria Casini, che celebrò le potenzialità delle scale mobili e dei marciapiedi rialzati, ma non disse del tradimento realizzato dal suo assessore regionale di riferimento Andrea Gerosolimo e dal presidente della Regione D’Alfonso. Quest’ultimo aveva anche insignito l’amministratore delegato di Rfi Maurizio Gentile della onorificenza di “ambasciatore d’Abruzzo” per meglio realizzare lo scempio della bretella di Santa Rufina. Ed oggi siamo ai sindacati che pretendono di metterci una pezza.

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