LA SINDACA: “CRITERI SPECIFICI PER CONSERVARE LA SPECIFICITA’ DEL TRIBUNALE”

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MAIEUTICA E CONTROSENSI DOPO LA RIUNIONE A PALAZZO DI GIUSTIZIA

25 MARZO 2019 – “Accolgo e sostengo  la proposta di realizzare un tavolo tecnico politico per impostare un disegno di legge sulla salvaguardia dei piccoli tribunali. E’ importante poter interloquire immediatamente con il Ministro, attraverso la senatrice sulmonese Gabriella Di Girolamo, sottolineando come il nostro sia un territorio particolare, ampio e montano, con determinate caratteristiche orografiche che non permettono di adottare gli stessi criteri perequativi basati sul numero di abitanti, in quanto si rischia spopolamento e mortificazione”. Lo ha affermato il sindaco di Sulmona al termine di una riunione tenuta in tribunale per iniziativa dell’Ordine degli avvocati.

Cosa abbia inteso la sindaca con il termine “perequativo” si può intuire se si mettono da parte i dizionari di Italiano. Avrà voluto dire che le montagne nelle quali è incluso il territorio del tribunale di Sulmona impediscono di valutare con lo stesso metro usato per valutare il destino oppure la utilità dei tribunali non costretti in tali realtà ostiche delle montagne. Aggettivi come “perequativo”, pur con questa opera di ermeneutica, seguitano a non adattarsi al concetto, perchè “perequativo” vuol dire che è “volto ad attuare la perequazione”. Comunque, anche la mortificazione abbinata allo spopolamento non è un grande cavallo di battaglia per conservare il tribunale: perchè se il territorio si spopola, gli abitanti dovranno mortificarsi altrove, seguendo appunto il trend dello spopolamento.

Ad oggi – continua la sindaca Annamaria Casini- le ragioni per la salvaguardia del tribunale di Sulmona sono state ben rappresentate in tutte le sedi e gli organi superiori adesso hanno a disposizione tutti gli elementi per esprimere una volontà politica chiara e definitiva. Questo è l’unico territorio che si è contraddistinto per essersi posto in maniera costruttiva presentando una proposta, senza voler interagire in maniera divisoria ed esclusiva”.

E allora bisogna dire che la “volontà politica chiara e definitiva” è stata espressa dai parlamentari, anche sulmonesi e altri eletti nei collegi dei quali facevano parte i sulmonesi, che approvarono la legge di riforma della geografia giudiziaria per lasciare i tribunali solo nei capoluoghi di provincia: quello di Chieti a dieci chilometri da quello di Pescara e metà Abruzzo senza tribunali. Fu una decisione avente la forza vincolante di una legge: i grillini si sono spinti a prospettare la istituzione di “uffici per la giustizia di prossimità” e del resto non si capisce perchè se una maggioranza così compatta, da Forza Italia al PD, approvò una legge perchè lo “voleva l’Europa”, adesso i pentastellati dovrebbero prendersi altre rampogne dopo quelle sull’assserito sperpero di denaro pubblico con il reddito di cittadinanza.

Ho proposto – conclude la sindaca – sia un’assemblea pubblica, per presentare ai cittadini le forti ragioni del mantenimento dei tribunali minori e fare chiarezza sulle potenzialità di un diverso modo di intendere l’organizzazione giudiziaria, sia di sollecitare la Regione (che oggi ha una nuova Giunta) ad esprimere una posizione chiara ed univoca, nonché di conoscere come il Governo stia portando avanti la riforma, al fine di poter collaborare in modo fattivo a tutti i livelli”.

L’assemblea pubblica, chiamata in modo ridondante “stati generali”, si svolse  nel dicembre 2011 al Palazzo dello Sport  (se i Sulmonesi non fossero stati divisivi, avrebbero dovuto invitare i sindaci marsicani) e ne fu partorito un topolino costituito da uno scialbo comunicato che non prendeva posizione sul tradimento dei deputati forzisti Paola Pelino, Maurizio Scelli, Sabatino Aracu, nonchè del senatore Giovanni Legnini; la prima e l’ultimo furono anche rieletti dagli spopolati tribuni (riduttivo di “tribunali”) sulmonesi o da coloro che si “mortificarono” per il rischio di spopolamento. Insomma quei parlamentari che avevano scippato i tribunali agli abruzzesi rimasero al loro posto per fare altri danni e non approvare nessuna legge correttiva della precedente, ma soltanto due proroghe onde togliere d’impaccio gli Aquilani che ancora non finivano di costruire il tribunale per accogliere quelli di Sulmona ed Avezzano (idem per i Chietini per il tribunale che doveva accogliere quelli di Lanciano e Vasto).

I lenti lavori al tribunale dell’Aquila, con la ruggine nelle armature. Da qui la proroga spacciata per salvataggio dei tribunali di Sulmona e Avezzano

Gli avezzanesi hanno scelto, tra gli assessori comunali, l’avv. Leonardo Casciere, che della tutela del tribunale marsicano ha fatto una propria bandiera. Sulmona si presenta con la Giunta di Pierino.

Quanto alla “nuova Giunta”regionale”, è composta da Forza Italia ed altri soppressori di diversa coloritura e non ci sono proprio i grillini che hanno il ministro della giustizia e che, forse proprio perchè non hanno soppresso il tribunale, non sono stati portati al governo regionale dai Sulmonesi, pur mortificati.

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