LA RACCOLTA STENTA, MA IL GIORNALE VA CHE E’ UNA FAVOLA

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IL COGESA A DUE VELOCITA’

6 GENNAIO 2019 – Mentre l’altro giorno eravamo impegnati a leggere l’editoriale di Vincenzo Margiotta, amministratore-unico-nel-suo-genere del Cogesa, la collaboratrice familiare ha bussato per informarci che alle 12 ancora non passava nessuno a ritirare il mastello del secco residuo; senza distoglierci un attimo dalla lettura, abbiamo attribuito subito tutto alla neve che cadeva. In strada c’erano tre centimetri di bianca coltre, cioè molto meno di quelli annunciati, ma i meccanismi delicati di questa raccolta di rifiuti non sono regolabili come quelli semplici di Andrea Doria, che fece funzionare la raccolta del Comune come un orologio nella bufera del 1975 e in quelle successive. E, tanto per rimanere al passato più prossimo, non mancò un ritiro il Comune di Sulmona nella nevicata del 2012, con circa un metro di neve (tranne un giorno, ci sembra). Del resto Margiotta lo scriveva: “(…) siamo riusciti ad evitare disservizi o ritardi”, anche se il riferimento era alle conseguenze dell’incendio doloso al capannone degli automezzi del Cogesa. Figurarsi se tre centimetri potevano mettere in difficoltà chi aveva subito un incendio.

Un paio di giorni dopo abbiamo ripreso la lettura di questo sfavillante magazine della raccolta, “Ambiente 3.0 Cogesa informa” e ci univamo all’ammirazione dei lettori per il “Premio nazionale Humana eco-solidarity award 2018” consegnato sempre all’amministratore-unico-nel-suo-genere-di-editorialista Vincenzo Margiotta, perché nei 63 Comuni soci sono stati raccolti “ben 5,2 chilogrammi di vestiario per abitante”; ma il caso ha voluto che proprio in quel momento la collaboratrice familiare bussava di nuovo per chiederci dove avrebbe potuto mettere la carta, visto che il calendario prevedeva che, dal 25 dicembre, il successivo passaggio dei mezzi non incendiati al capannone era fissato per l’8 gennaio e intanto si erano accumulati tutti gli imballaggi di Babbo Natale; bisognava poi trovare il posto per quelli della Befana; e la neve era cresciuta, tanto da far prevedere che neanche l’8 gennaio i mezzi scampati all’incendio potranno affrontare le strade dei dintorni.

Ma questa volta non abbiamo risposto perché non potevamo distogliere lo sguardo dall’articolo che, a pag. 14, annunciava che “La Commissione europea ha presentato una serie di proposte contro i rifiuti marini, vietando piatti, posate, cotton fioc e attrezzi per la pesca”, un argomento di stringente attualità e di chiara implicazione locale, qualcosa che, se non pubblicata su “Ambiente 3.0 Cogesa informa”, non sarebbe uscita in nessun altro giornale o sito internet; e giù quattro pagine con foto di tartarughe marine e di cotton fioc che, in un attimo di pignoleria, abbiamo raffrontato a quelli di casa nostra per riscontrare con soddisfazione che erano identici.

Ma poi, ci siamo detti, con quale egoismo possiamo lagnarci di tenere ancora una settimana carte, cartoni e giornali per casa se a novembre il Cogesa ha partecipato a “Ecomondo”, fiera internazionale della green economy? E giù altre quattro pagine con fotografie delle opere d’arte realizzate da rifiuti, che invero, avvicinandosi l’ora del pranzo, non erano lo spettacolo migliore.

Poi, del resto, non potevamo sentire l’altra lamentela di un “organico” che sarà raccolto solo due volte a settimana (quindi con la riduzione del 33% rispetto al programma intrapreso dal sindaco Federico) e a pag. 33 un titolo campeggiava per riferire del bando “Anci-Conai” per un finanziamento di 48 mila euro. Pensavamo che mancasse qualche zero, ma è proprio così: 48 mila euro, per i quali sotto il titolone compare anche la foto della copertina di un numero passato di “Ambiente 3.0 Cogesa informa”. Quindi Cogesa informava che “Cogesa informa” ha fatto prendere a Cogesa un finanziamento. E ci è tornata in mente la filastrocca di “Quo Vadis” (“Dove vai?” “Al cinema” “A vedere che?” “Quo vadis” “Che vuol dire…” “Dove vai?” “Al cinema” “A vedere che?” “Quo vadis” “Che vuol dire…”). E nell’articolo c’è la soddisfazione dell’amministratore-unico-nel-suo-genere del Cogesa Vincenzo Margiotta che riferisce della “soddisfazione degli utenti”, che a loro volta, per quello che ci riguarda, non possono che riferire della soddisfazione dell’amministratore-unico-nel-suo-genere del Cogesa, perché in effetti, come dice Vincenzo Margiotta, “ci fa piacere che le nostre proposte siano piaciute”. Questo Cogesa e questo “Ambiente 3.o” piacciono alla gente che piace. E a noi non dispiace sottolinearlo.

Arriviamo alla fine del magazine con una delusione profonda: in tutto questo informare e piacersi, non un accenno a quanto ha incassato il Cogesa per prendersi i rifiuti di Roma; non un’intervista per sapere se, senza questo incasso, il Cogesa e “Ambiente 3.0” si sarebbero retti; per non parlare della domanda di fondo: “Ma se, invece del Cogesa, ci fosse stato un altro consorzio e se al vertice di quest’altro consorzio ci fosse stato un altro amministratore, per esempio il compianto Andrea Doria o il rag. Pastorino, il secco residuo e la carta sarebbero stati raccolti?”

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