IL PD REGIONALE TOGLIE IL GIOCATTOLO DALLE MANI DI DI MASCI

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SCONFESSATO LO SCONCERTANTE APPOGGIO ALLA GIUNTA CHE HA PORTATO VOTI AL CENTRODESTRA PER LE REGIONALI

27 FEBBRAIO 2019 – Suonano a morte le campane della segreteria regionale e di quella provinciale del Pd per il circolo di Sulmona, che è ormai ad un soffio dal commissariamento per l’incredibile operazione di salvataggio della amministrazione comunale. Bruno Di Masci ha deciso da solo. La condanna per questo vero e proprio blitz viene affermata categoricamente dalle segreterie del Pd, cioè da Renzo Di Sabatino e da Francesco Piacente, che hanno emesso un comunicato non appena la notizia del pasticcio fatto a Sulmona ha raggiunto i vertici: “Il PD di Sulmona –vi si legge – non ha ritenuto di coinvolgere né la segreteria regionale né quella provinciale nelle scelte assunte in merito alla crisi politica che ha travolto il Comune di Sulmona e, per questo, e alla luce degli ultimi sviluppi, la settimana prossima sarà convocata a Pescara una riunione per decidere l’adozione delle misure più idonee alla gravità della situazione”. Cioè si procederà al commissariamento, per evitare che permanga l’anomalia di un Partito Democratico che a Sulmona sostiene una sindaca spostatasi improvvisamente sulla coalizione avversaria e, quindi, diventata portatrice di voti della maggioranza di Marsilio alla Regione. Incredibilmente, Di Masci e i suoi seguaci, derogando dalle ovvie decisioni del partito per l’apertura della crisi e le nuove elezioni a maggio, hanno sostenuto Casini e Gerosolimo, in un pateracchio che evidentemente serve ad altri scopi rispetto a quelli della politica del centro-sinistra. Giunge con qualche anno di ritardo la severa condanna per Di Masci, ma giunge con toni molto severi.

Non siamo stati interpellati – continuano Di Sabatino e Piacente – sulla discussione interna che aveva portato i consiglieri a decidere di entrare a far parte della maggioranza consiliare per dar vita ad una “giunta di salute pubblica” sostenuta dal PD e da altre forze politiche e civiche.

In una fase ancora molto delicata e complessa del Partito, avevamo preferito non manifestare il nostro dissenso per la decisione assunta, almeno apparentemente all’unanimità, dal Partito Democratico di Sulmona, di cui non se ne comprendevano, dall’esterno, le ragioni ed i benefici.

Nell’interesse dei territori e dei cittadini, è possibile compiere scelte che superano le logiche dell’appartenenza politica, ma in questo caso era già evidente come la strada intrapresa, a margine di ogni buona intenzione, comportava il salvataggio di una amministrazione da noi giudicata disastrosa, peraltro guidata da un sindaco che nelle recenti elezioni regionali non ha mancato di sostenere forze collocate nel centrodestra.

I recenti sviluppi, che hanno portato solo i consiglieri comunali del Partito Democratico di Sulmona ad entrare in maggioranza, e che hanno determinato le dimissioni della segreteria cittadina, sono parimenti frutto di autonome decisioni locali, ancora meno condivise e condivisibili, perché l’obiettivo di assicurare un buon governo ha come presupposti la sussistenza di un progetto politico-amministrativo chiaro e un largo consenso nella cittadinanza, in questo caso totalmente assenti.

Ben più importante era, in una fase politica assai confusa e poco comprensibile ai non addetti, privilegiare il rispetto della volontà popolare, che nel 2016 aveva chiaramente affidato alla coalizione guidata da Annamaria Casini il compito di amministrare la città, e alla coalizione guidata da Bruno Di Masci il ruolo di opposizione.

Il fallimento dell’amministrazione Casini, da tempo certificato, indicava una unica strada da perseguire, nell’interesse di Sulmona, e cioè quella di continuare a lavorare per mandare a casa il Sindaco e la sua (ex) maggioranza, figlia di una esperienza trasversale più vasta nella Valle Peligna, ormai conclusa.

Così purtroppo non è stato, e in ragione di quanto avvenuto nel Partito ed in seno all’amministrazione comunale, la settimana prossima sarà convocata a Pescara una riunione per decidere l’adozione delle misure più idonee alla gravità della situazione”.

 

 

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