Il leprotto fulminato dall’erba avvelenata

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Recinto Bussi

TESTIMONIANZE SCONCERTANTI NELL’INDAGINE SULLA DISCARICA DI BUSSI

19 FEBBRAIO 2017 – “Una sera ho visto una lepre con una paio di leprotti, sono passati lungo il recinto e andavano a bere al fiume.

E quella sera ho visto il piccirillo della lepre, ha cominciato a mangiare l’erba che stava dentro al recinto e si è morto, è rimasto là e la mamma non lo voleva lasciare, però dopo quando ha visto che mi sono avvicinato a vedere che era successo, dopo è scappata”. 

Racconta così un ex dipendente del polo chimico di Bussi il suo incontro con la discarica dei veleni, ormai tanti anni fa, prima che fossero avviate le indagini che hanno portato alla condanna di dieci imputati venerdì davanti alla Corte d’Assise d’appello dell’Aquila. 

Veleni fulminanti, che hanno continuato a regalare i loro effetti nella falda del fiume Pescara ed hanno inquinato quasi tutta la provincia di Pescara. E’ una immagine che lascia sgomenti, per la repentina morte di un essere vivente e in piena salute, al quale in genere si abbinano condotte indifese ed ingenue; il vero disastro riguarda gli effetti meno appariscenti, quelli che si possono verificare con i livelli di inquinamento da mercurio soprattutto, ma da innumerevoli altri agenti chimici. E lì gli effetti hanno riguardato e riguardano uomini e donne.

Nella foto il recinto della discarica accanto al fiume Pescara

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