FREDDO POLARE? E ALLORA QUEL SULMONA-BITONTO…

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Giuseppe Silenzi, in area avversaria con ampio contorno di neve sul campo, si accinge a concludere in rete in un téte-a-téte con il portiere

Qui un difensore avversario è proprio finito dentro la porta mentre (a sinistra) Silenzi tentava un altro scatto felino

Ancora lui, Peppino Silenzi, anticipato di poco in area avversaria

Difficile il controllo del pallone su un campo di neve, sotto lo sguardo di una tribuna di sostenitori intirizziti

Tiro da dentro l’area di rigore

Piccola acrobazia ancora in area avversaria

24 FEBBRAIO 2019 – Tempo da lupi in queste ore di bufera, che fanno tornare alla mente una sconcertante partita giocata con la… neve sulle magliette biancorosse del Sulmona, che erano a quel punto solo bianche. E sullo sfondo pochi desperados a guardare dagli spalti del “campo”.

Si trattò, se non andiamo errati, di un lontano Sulmona-Bitonto, finito 2-1 per i padroni di casa, allo stadio, che, come abbiamo già riportato, non si chiamava ancora “Pallozzi”. La foto accanto al titolo la dice lunga sulla condizioni nelle quali si giocava il campionato di serie D : a tutti i costi. Tra l’altro, i giocatori si muovevano e pure velocemente, mentre il reporter stazionava dietro la porta degli ospiti. Qui non mancavano scene godibili, come quando Peppino Silenzi arrivò di poco anticipato dal portiere e, proiettato com’era con tutto il suo vigore fisico, dovette impostare una adeguata… frenata per non finire in rete. Il Sulmona di Lacorata costruiva continuamente palloni da gol ed era un piacere riprendere la difesa avversaria in affanno. Talvolta i respingimenti erano davvero rocamboleschi. Cadere sul ghiaccio era quanto di più spiacevole potesse capitare: abrasioni di vario genere, ma almeno non doveva venire il preparatore atletico con la bomboletta-spray che di lì a qualche anno avrebbe fatto miracoli. La qualità dell’immagine, in giornate scure come quella, ne risentiva un po’: si doveva usare una pellicola Ilford 400 ASA (27 Din) che sui maggiori ingrandimenti (non era usato per questa gara il teleobiettivo) “sgranava”. Ma la palla si vedeva netta, soprattutto quando, in primo piano, si vedeva poco più oltre la rete…

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