FANTASMI CHE PARLANO DAL PALAZZO

246

Stampa questo articolo
SPETTRALE SPETTACOLO DI UN CONSIGLIO CHE ESCLUDE LEGA E 5STELLE

23 FEBBRAIO 2019 – Scade nelle prossime ore il termine che la sindaca ha indicato al Consiglio comunale informale tenuto ieri a Palazzo San Francesco per comporre una nuova maggioranza, dopo la revoca degli assessori. Se dalle consultazioni di oggi non verranno indicazioni sufficienti per costituire una nuova giunta, seguiranno le dimissioni (non si sa ancora bene di chi) per aprire la strada alle elezioni in maggio.

All’interno del Palazzo continuano a comportarsi come se la maggioranza dei voti fosse ancora dei partiti che sono rappresentati in Consiglio comunale e non, piuttosto, della Lega e dei 5Stelle che non vi sono rappresentati. I discorsi pronunciati ieri, tranne quello di Tirabassi di Fratelli d’Italia (che ha detto chiaro e tondo di non voler partecipare ad una giunta di “salute pubblica”) provengono da fantasmi che furono eletti nelle ultime consultazioni amministrative e che non rappresentano neppure un terzo dei consensi raccolti in quella occasione. Di fronte al dilagare della Lega (che è fenomeno di protesta per una condotta indecente della vecchia politica, sebbene sconti molte equivoci in ordine al concetto di “nuovo” che rappresenterebbe) Casini e Di Masci, protagonisti delle scontro alle ultime elezioni come se fossero acerrimi nemici, collaborano per evitare di essere definitivamente cacciati dal Palazzo senza aver raggiunto i pur modestissimi risultati personali che si prefiggevano. E che si prefiggono in questo scampolo di consiliatura. Tentano di evitare il ricorso alla urne perché non avrebbero un giorno in più: da un lato la sindaca, per la oggettiva disastrosa gestione amministrativa di questi anni; dall’altro Di Masci per la oggettiva indecorosa collaborazione, fatta di mezzi silenzi e di intere adesioni, alla mala gestione della Casini.

Quindi pretendono di darsi un altro tempo: di quelli supplementari che si affrontano senza energie, ma con la speranza che a cedere siano prima gli avversari. C’è da giurare che gli avversari (Lega e 5 Stelle), sebbene amministrati a livello locale da arronzoni che non sanno neppure formare una lista e depositarla oppure che sono talmente impresentabili da non aver racimolato il quorum per un consigliere, non cederanno di un palmo e, semmai, si rinforzeranno anche se si dovesse votare nel 2020 anziché a maggio 2019. Ma per questi ferrivecchi del sottogoverno vivacchiare anche solo un anno può significare molto: procrastinare la fine, facendo passare l’operazione come un esempio di “salute pubblica”. E’ solo salute personale, ma forse si dovrebbe parlare di delirio finale.

Please follow and like us: