DI GIROLAMO PROVA A RIMEDIARE ALLE MALEFATTE DI GEROSOLIMO & DI MASCI

242

Stampa questo articolo
INTERROGAZIONE PARLAMENTARE SUL GASDOTTO

9 MARZO 2019 – La riconsiderazione della centrale di spinta e del gasdotto in Valle Peligna è chiesta dalla senatrice Gabriella Di Girolamo, del Movimento 5Stelle, in una interrogazione scritta ai ministri dell’ambiente e dello sviluppo economico, alla luce del dato indiscutibile che le opere non sono coerenti con i piani urbanistici vigenti. Di Girolamo fa presente che la “valutazione di impatto ambientale” e la “valutazione di incidenza ambientale” risultano di fatto illimitate perché la disciplina risultante da diverse norme ha fatto salvi i procedimenti avviati prima della entrata in vigore del decreto legislativo del 2008. In regime ordinario, tali valutazioni non avrebbero potuto superare l’arco massimo di cinque anni. Di Girolamo sottopone ai due ministri anche i quesiti su un possibile deterioramento ambientale della Valle Peligna in conseguenza degli eventi sismici e, soprattutto, dell’incendio del 2017 e cita, al riguardo, la norma del 2006 che indurrebbe a formulare un approfondimento in tal senso.

Sembra davvero assurdo che un territorio sia condannato a subire gli effetti disastrosi di un impianto di spinta del gasdotto solo perché le procedure sono iniziate prima del 2008, mentre criteri più aderenti alle necessità di tutela del territorio esigono controlli più aderenti con la realtà attuale. La centrale di spinta permarrà per decenni, se non per tutto il secolo corrente ed è inconcepibile che le procedure seguano la “elasticità” (per non dire l’approssimazione) delle leggi precedenti al 2008.

E in questo senso la sen. Di Girolamo fa rilevare che la Commissione europea ha aperto una procedura di indagine ritenendo contraria alla direttiva “Habitat” della stessa CEE la “mancanza di scadenza ai parere relativi ai procedimenti di Valutazione di Incidenza Ambientale”. Tanto che ci stavano, i ministeri dell’ambiente e dello sviluppo economico guidati da berlusconiani, montiani e renziani, si potevano affidare alla valutazione ambientale della Valle Peligna del primo Novecento, quando viaggiatrici come Anne McDonell venivano da Liverpool in Abruzzo per decongestionarsi dall’inquinamento delle fabbriche manifatturiere inglesi.

Da allora il tempo è passato e siamo passati anche per la gestione regionale di Luciano D’Alfonso e del Pd, che ha scaricato migliaia di tonnellate di rifiuti da L’Aquila, Roma, Pescara, tutti nella Valle Peligna, a un tiro di schioppo dalla rinsacca nella quale dovrebbe trovare spazio la centrale di spinta, sotto l’occhio vigile di Andrea Gerosolimo, componente della giunta regionale e assessore alle aree interne che neppure si presentò all’incontro convocato dal Governo nel dicembre 2017 e di Bruno Di Masci (che ha anche accompagnato D’Alfonso sui luoghi dell’incendio del Morrone), non per niente alleato di Gerosolimo, oggi manifestatosi come tale anche in Comune. Tutto questo, secondo la sindaca Annamaria Casini, non dovrebbe valere niente ai fini del giudizio politico su questa gentaglia alla quale deve essere grata se rimane nella sua poltrona, e, invece, dovrebbero pensare i 5Stelle a bloccare il progetto folle. La sen. Di Girolamo ci sta provando e almeno il suo nome non sarà legato a questa politica del tradimento; poi che ci riesca dipenderà anche dal voto che i sulmonesi daranno (o non daranno) a questi politici delle discariche e a questi gassificatori della Valle Peligna.

Please follow and like us: