CONFUSIONE DI RUOLI, MEZZE FIGURE, REGIONE ALLO SBANDO

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GLI INDIRIZZI DELL’ABRUZZO PER I PROSSIMI CINQUE ANNI

10 FEBBRAIO 2019 – I primi risultati delle elezioni regionali confermano i giudizi che si potevano trarre sull’ultimo quinquennio di governo e sul ruolo dei tre poli.

La vittoria del cosiddetto centro-destra, nella misura che si è andata delineando dall’apertura delle urne, sottolinea come gli abruzzesi abbiano ritenuto disastrosa l’esperienza della giunta guidata da Luciano D’Alfonso, arrogante e incapace nel percepire le istanze di aree che non fossero quelle del suo quartiere di residenza. E, di conseguenza, abbiano votato la coalizione opposta, pur con le incongruenze che questa presentava, con un candidato governatore che parla romano e che soprattutto, non è nato in Abruzzo e non è neppure vissuto in regione, potendo limitarsi ad evocare lontane origini abruzzesi. Assente da tutti gli avvenimenti sociali e politici dell’Abruzzo, avrà bisogno forse proprio di un navigatore per capire la stessa provenienza delle esigenze dei governati. La scelta di un marziano potrebbe significare anche che gli abruzzesi preferiscono uno sconosciuto (con tutti i rischi che la scelta comporta) ad un governatore alla D’Alfonso.

Patetico è il tentativo del centro-sinistra di sminuire la debacle sostenendo che l’attuale livello è di molto superiore a quello del Pd dello scorso marzo nelle “politiche”: il risultato di tutta la coalizione non può essere raffrontato a quello del solo Pd di un anno fa e comunque la “grande chiamata” di 146 sindaci per Legnini si è dimostrata un bluff disperato, evocato da un candidato che non aveva nessuna intenzione di presentarsi e meno ancora di fare il governatore, come si è visto nelle sue grigie apparizioni elettorali.

La grave delusione del Movimento 5 Stelle potrebbe dipendere anche dalla sostanziale incapacità di Sara Marcozzi di svolgere il ruolo di opposizione; e dalla sua totale incapacità di condurre una campagna elettorale aggressiva come sono quelle dei grillini in tutta Italia. Nella Valle Peligna e a L’Aquila, poi, la supponenza dei 5Stelle è giunta a non contemplare neppure un candidato locale nella lista, come a dire che chi fosse andato a governare lo avrebbe fatto con consiglieri e assessori della Marsica anche per Sulmona e L’Aquila. Non è questa l’opposizione che può dare affidabilità.

Hanno poco da festeggiare Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Udc che comprendono nell’ircocervo la Lega e Forza Italia che a Roma stanno rispettivamente al governo e all’opposizione. Meno di una settimana fa abbiamo assistito anche al lancio di accuse dalla Lega ad alcuni personaggi della stessa coazione con pesanti riferimenti ai metodi da “casalesi“; speriamo che almeno prima del giuramento, Marsilio passi all’Autorità anticorruzione per verificare le accuse e i personaggi. Inoltre, sarà difficile per la giunta che si andrà a formare avere dei riferimenti sicuri nel Governo, nel quale Fratelli d’Italia, dai quali proviene il nuovo governatore Marsilio, dovranno stare attenti a bussare al ministero giusto, dopo tutto il fango che il governatore  e il suo partito hanno buttato sui 5Stelle.

Insomma, una tornata da dimenticare per le sorti del reale sviluppo della regione; segno che dopo una devastazione durata quattro anni e mezzo è difficile finanche riprendere le fila della concretezza.

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