AL CANIGLIA L’ULTIMO GIOCO DI MOZART

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IL “REQUIEM” CON LA DIREZIONE DI PASQUALE VELENO

7 APRILE 2019 – L’opera più struggente del grande panorama di composizioni di Wolfgang Amadeus Mozart, il Requiem che rimase incompiuto, è risuonata oggi nel Teatro comunale aprile alle, con la direzione di Pasquale Veleno per il Coro dell’Accademia, Gruppo Vocale 440 Hz, Giovane Orchestra d’Abruzzo.

Occorrerebbe vedere glli ultimi minuti del film “Amadeus” di Forman per leggere il messaggio del Requiem, l’opera che consumava il genio di Salisburgo e che la giovane moglie gli vietò, non riuscendo peraltro a distoglierlo dal suo ultimo incontro con le note. Giunse fino alle prime otto note del “Lacrimosa”, nella notte che la leggenda ripresa da Forman lo vide dettare ad Antonio Salieri il suo ultimo gioco, uno dei tanti che lo avevano allietato nella brevissima vita. Forse incoraggiato dagli acconti che uno sconosciuto gli dava perché scrivesse una “Messa da morto”, Mozart si distraeva da altre opere. Forse quelle lo avrebbero salvato, mentre il “Requiem” gli assorbiva le ultime forze vitali. Forse guardare in faccia il riposo eterno lo aveva addolorato più dei molti torti subiti in una vita costellata di invidie di rivali e finanche di collaboratori, tanto che “Wolfi”, come lo chiamava Constanze, si sarebbe troppo immedesimato in quella invocazione per la salvezza della sua anima di fronte alla immensità del precipizio negli inferi.

Troppi “Forse” per ricostruire il percorso terreno di Mozart; meglio fermarsi ad apprezzare il suo ultimo lascito al mondo.

Pasquale Veleno ha diretto già a Pescara un allestimento del Requiem con più cori, tra i quali quello della Basilica di Santa Maria Maggiore di Roma: una garanzia per la potenza dell’effetto nel teatro Maria Caniglia.  Veleno ha eseguito proprio il “Lacrimosa” anche nel “bis” a lungo invocato dal pubblico.

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