AD IN FERROVIE? AD AVERCELO…

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4 APRILE 2019 – Con i tre parlamentari sulmonesi Pelino, Scelli e Aracu (vabbè: quest’ultimo era nato a Capestrano e pare abbia detto che in effetti non aveva un cognome proprio abruzzese, ma aggiunse che il nome, Sabatino, era prettamente abruzzese…), Sulmona ha perso il suo tribunale. I tre campioni votarono, per ordine del satrapo di Forza Italia, Silvio Berlusconi, la legge di soppressione dei tribunali che non avevano sede nei capoluoghi di provincia; l’alternativa per loro sarebbe stata quella di andare a lavorare. E vuoi mettere.

Con un celebratissimo AD (che starebbe, nella narrazione trendly, per Amministratore Delegato di Rete Ferroviaria Italiana), anche da noi apprezzato, nato, cresciuto e… studiato a Sulmona, Sulmona, pur con le nostre invocazioni, ha perso la stazione ferroviaria sulla linea L’Aquila-Pescara, perché sarà evitata, per un soffio, dalla bretella di Santa Rufina in corso di costruzione. Come abbiamo già fatto rilevare prima e dopo che sindaca, Governatore D’Alfonso, assessore Gerosolimo, presidente della Provincia Caruso si producessero in salamelecchi nei riguardi del detto AD Maurizio Gentile, i viaggiatori (pochi) che avranno la fantasia di prendere da L’Aquila un treno per Pescara impiegando il 50% in più del tempo che impiegherebbero in macchina, faranno “ciao” con la mano. Da lontano.

Intanto, il luna park della stazione (una volta) snodo ferroviario si produrrà in ascensori, scale mobili, marciapiedi rialzati. Mancheranno le montagne russe, ma in compenso il luna-park ci sarà e sarà inutile come una cattedrale nel deserto. E questo perché avevamo un AD in RFI.

Rebus sic stantibus, non vogliamo più né parlamentari, né AD.

O, se proprio debbono esserci, che non siano sulmonesi. Hai visto mai che ci ridanno il tribunale e la stazione…

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